Prova Alfa Romeo 159 Sportwagon 2.4 JTDm

By Prove

159 rappresenta la riaffermazione dei valori che hanno resa celebre Alfa Romeo. Un’auto improntata alla sportività, che non trascura abitabilità e capacità di carico. La linea originale e inconfondibile assume ora un aspetto più moderno.

LISTINO: da 25.711 a 37.151 euro

VERSIONE IN PROVA: 159 2.4 JTDm 200CV SW Distinctive Q-Tronic

DESIGN
La linea di Alfa Romeo 159 non lascia adito a dubbi: frontale aggressivo con il tradizionale scudetto triangolare Alfa Romeo che arriva fino allo spoiler e fari composti da tre luci circolari. I passaruota larghi trasmettono muscolosità all’insieme e la coda rastremata ben si raccorda con il corpo vettura, con i sottili fari a più luci circolari che richiamano nello stile quelli anteriori.
159 ha una linea decisa, senza mezze misure, piace o non piace, ma sicuramente non rischia di essere confusa con nessun’altra tanto è originale, sportiva ed elegante allo stesso tempo. La pulizia e la grinta della linea la rendono però delicata nelle congestionate città odierne: la totale assenza di protezioni “morbide” espone la calandra e i paraurti ai rischi tipici dei parcheggi.

INTERNI
Come da tradizione Alfa Romeo, l’abitacolo di 159 è improntato alla sportività.
L’allestimento della vettura in prova è impreziosito da elementi in alluminio rigato sulla plancia e sulle portiere che ne sottolineano la sportività e danno luce all’interno, elegante il rivestimento dei sedili con tessuto Alfatex: ricorda l’alcantara e si rivela meno delicato di quanto possa sembrare. Plancia e cruscotto sono originali: i due strumenti principali sono grandi e ben leggibili, la strumentazione è completata dal computer di bordo (al centro tra i due strumenti principali) e dai tre strumenti circolari (di livello carburante, temperatura liquido di raffreddamento, pressione turbo), posizionati al centro della console piacevolmente orientati verso il guidatore. Proprio questi ultimi, sebbene originali e ben integrati, costringono però il guidatore a distogliere lo sguardo dalla strada per leggerne le informazioni.
Il navigatore, di cui è dotato l’esemplare in prova, occupa gran parte della console ed è di forte impatto oltre che ben visibile: permette di visualizzare anche dettagliate informazioni sull’impianto audio e sul computer di bordo.
I materiali dell’interno sono pregevoli e segnano un netto passo avanti per la vettura italiana rispetto agli standard del passato, in particolare convince il rivestimento della plancia. Deludono invece le leve al volante, di aspetto economico e non all’altezza degli altri materiali impiegati.
I sedili sono comodi, ancora più di quanto la forma profilata farebbe credere, tuttavia anche nella posizione più bassa la seduta resta piuttosto alta, deludendo chi vorrebbe impostare una posizione di guida più “alfista”. Le numerose regolazioni (elettriche, optional a pagamento, nell’esemplare in prova) offrono la possibilità personalizzare la posizione; il volante, un po’ grande rispetto all’immagine sportiva della vettura, é dotato di comandi per la gestione di radio e telefono, sebbene un po’ piccoli e realizzati con plastiche di aspetto economico.
L’abitabilità è buona per quattro persone, nonostante lo spazio trasversalmente non abbondi, decisamente sacrificato il quinto passeggero (specie per lo spazio destinato alle gambe).
Buone le regolazioni del climatizzatore automatico a regolazione separata, i cui comandi sono collocati in basso: oltre a obbligare il guidatore a distogliere lo sguardo dalla strada, sono spesso coperti dal cambio nelle marce dispari nelle versioni con cambio manuale; quest’ultimo aspetto influisce meno con il cambio automatico dell’esemplare in prova.

BAGAGLIAIO
La capienza dichiarata è di 445 dm3, ben sfruttabile sia in lunghezza che in altezza. Comodi i due grandi sportelli laterali e i due più piccoli a filo del telo copri-bagagli, che nascondono utili portaoggetti. Ribaltando il divano posteriore, utilmente frazionato ne rapporto 40:60, si arriva a 1.250 dm3 di volume utile, dimensione di tutto rispetto considerata la denominazione “Sportwagon”.
Il limite del vano bagagli è costituito dal portellone, stretto e con soglia di carico alta: bene per la linea sportiva ed elegante, ma non aiuta nello stivaggio del carico. Inoltre l’apertura è comandata solo dall’interno o dal telecomando, un pulsante sul portellone avrebbe fatto indubbiamente comodo.

ALLESTIMENTI
Due quelli disponibili: “Progression”, la cui dotazione è già completa e “Distintive” (oggetto della nostra prova) che include, tra l’altro, cerchi da 17 pollici, interni in materiale Alfatex e inserti in alluminio, cruise-control, sensori di parcheggio posteriori.

SICUREZZA
Già dalla versione base sono disponibili airbag frontali, laterali e ginocchia per i passeggeri anteriori, window bag per i passeggeri. Si aggungono ABS, controllo elettronico di trazione e stabilità, attacchi Iso-fix, hill-holder (aiuto nelle partenze in salita). La ruota di scorta è costituita da un ruotino. Le luci xenon, di cui è dotata l’auto in prova, aumentano la visibilità e la sicurezza, ma sono optional su tutte le versioni.

MOTORE
Il propulsore che equipaggia Alfa Romeo 159 della nostra prova è un ulteriore aggiornamento del noto 5 cilindri del gruppo Fiat. In questa configurazione multi-jet, il noto common-rail sfoggia ben 200 CV e 400 Nm di coppia a soli 2.000 giri, che consentono un’accelerazione 0-100 km/h in 8,6 secondi, non male considerata la massa della vettura. Tuttavia questo valore è a livello delle principali concorrenti con motore quattro cilindri di soli due litri.
Il propulsore, pur non avendo la sonorità di un 6 cilindri, ha un timbro piacevole e sportiveggiante. C3^ caratterizzato da una certa rumorosità a freddo e in accelerazione, mentre a caldo e in velocità diventa più silenzioso. Rimane comunque piuttosto ruvido nell’erogazione, convince quindi la scelta di Alfa Romeo di renderlo disponibile ormai nella sola versione con cambio Q-Tronic.
Il consumo rivela l’età progettuale del propulsore: è più elevato di quanto dichiarato e porta a costi di esercizio superiori rispetto alle concorrenti. Nell’uso cittadino è praticamente impossibile superare gli 8,5 km/l, risultato ottenibile dosando sapientemente l’uso dell’acceleratore. Più facile registrare consumi nell’ordine dei 6-7 km/l. Uscendo dall’ambito urbano diventa più accettabile, con una media intorno ai 10-12 km/l. La massa importante della vettura influisce su questo dato, nonostante i recenti aggiornamenti mirati a ridurne il peso (che resta, per questa versione, nell’ordine dei 1.700 kg).

SU STRADA
Fin dalla presentazione Alfa Romeo 159 ha fissato nuovi riferimenti in merito a tenuta di strada e stabilità per una “tuttoavanti”. Sia in città che nell’uso extraurbano e autostradale, la vettura è sempre a suo agio, sebbene ci saremmo aspettati un rollio più contenuto viste le premesse.
La piacevolezza di guida tanto pubblicizzata si riscontra fin da subito, 159 si dimostra sicura e affidabile in ogni situazione dimostrandosi all’altezza delle concorrenti a trazione posteriore e integrale, mentre segna un riferimento rispetto alle altre vetture a trazione anteriore. La frenata è pronta e sicura.
L’erogazione è brusca nella prima fase, facendo percepire prestazioni perfino superiori alle già elevate performance reali. In linea con le aspettative il comfort interno, penalizzato solo da alcuni fruscii aerodinamici all’altezza dei retrovisori esterni. L’assetto, sebbene rigido, è più confortevole di quanto ci si attenderebbe, nonostante la gommatura importante (225/50 R 17). Il cambio Q-Tronic denota innesti un po’ lenti, ma svolge egregiamente il suo dovere, offrendo diverse possibilità di utilizzo: oltre all’automatico standard si può impostare una cambiata più sportiva o una più adatta ai suoli viscidi, potendo optare anche per l’innesto manuale sequenziale.

PRO
Immagine sportiva
Stabilità e tenuta di strada
Comfort di marcia

CONTRO
Consumo
Disposizione dei tasti sulla plancia
Alcune rifiniture migliorabili

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Last modified: 4 ottobre 2010