18 settembre 2012 Redazione Autointhecity

L’elettrico dà una scossa a Milano

Il convegno ‘Una scossa alla città’ del 12 settembre a Milano, è stata l’occasione per accendere i riflettori sull’avanzamento della mobilità elettrica in Italia. Un settore ancora di nicchia, ma con buone prospettive di crescita.

Al centro del convegno milanese, una ricerca della rivista Espansione, che ha fornito precise indicazioni, relativamente a come gli italiani percepiscono la mobilità elettrica. Secondo i dati, su un campione di 1.200 intervistati, a tre italiani su quattro piacerebbe possedere un’ auto elettrica. In particolare perche’ e’ pulita, silenziosa e moderna.

In evidenza la voce delle aziende impegnate sul fronte di una mobilità privata sempre più sostenibile.

Tra gli interventi che hanno maggiormente coinvolto la folta platea, figura quello di Jacques Bousquet, direttore Unrae (l’ente che riunisce i costruttori automobilistici stranieri). Lo sviluppo nel nostro Paese poggia su 4 assi:
1. sostenere lo sviluppo delle strutture di ricarica, poiché gli automobilisti italiani necessitano di essere rassicurati sul rifornimento di energia del proprio veicolo, così come avviene per il carburante tradizionale
2. agevolare l’acquisto di veicoli elettrici da parte delle amministrazioni pubbliche e locali, in modo da far circolare mezzi che possono fungere da esempio per l’opinione pubblica
3. agevolare l’acquisto da parte dei privati, grazie a formule di incentivazione o bonus
4. sostenere lo sviluppo del car sharing

Alle strutture pubbliche compete lo sviluppo della rete di ricarica, o comunque la facilitazione della stessa, con minore burocrazia e maggiore chiarezza legislativa.
Alle industrie del settore automotive, in particolar modo i costruttori di veicoli, compete invece il continuo miglioramento dell’autonomia dei veicoli elettrici, sulla falsariga di quanto è già successo per i prodotti di telefonia cellulare o informatica.

L’intervento di Nissan è toccato a Giuseppe George Alesci, direttore comunicazione del costruttore che ha sottolineando recenti successi come l’adozione di veicoli Nissan per il taxi pubblico in importanti metropoli, come New York e Londra. Il taxi è una vera e propria forma di comunicazione, per far vedere e provare il prodotto al pubblico. Tra le informazioni che non sono così note al pubblico italiano, viene sottolineato come in Norvegia, a partire dal 2015, non sarà più possibile immatricolare vetture con motore termico.
Proprio nel contesto europeo, Nissan sta per lanciare un veicolo commerciale elettrico, mentre a livello mondiale la vettura totalmente elettrica Leaf ha raggiunto le 35.000 unità vendute (30.000 in Giappone e 5.000 in Europa). Alesci sottolinea come la rete commerciale del marchio giapponese, sia già operativa in tema di elettrico, con 160 punti vendita su cui è stata effettuata una significativa azione di formazione, anche in tema di vendita dei servizi di rifornimento energetico, in abbinamento con Enel.

Per Renault, la parola spetta a Francesco Fontana Giusti, direttore immagine e comunicazione. L’offerta elettrica del marchio francese è già pronta e completa, con il modello Zoe in arrivo a gennaio. Ma i passaggi che Renault ritiene fondamentali sono:
1. maggiore comunicazione sui benefici economici oltre che ambientali, anche perché il veicolo elettrico non paga tassa di possesso per 5 anni e l’assicurazione costa circa il 20% in meno rispetto ad una vettura tradizionale
2. informazione costruttiva sulla modalità elettrica
3. crescita delle infrastrutture di rifornimento, ancora prima della diffusione delle vetture elettriche
4. diminuzione dei tempi di ricarica necessari
5. sviluppo dei servizi correlati alla diffusione di questa tipologia di veicoli
6. riduzione dipendenza energetica

In evidenza anche le dichiarazioni di Simone Lo Nostro, responsabile marketing, supply e vendite corporate di Enel. Nel 2008 Enel ha lanciato il progetto E-mobility Italy, in collaborazione con Daimler-Smart, realizzando una rete di ricarica aperta, ed Enel Drive, con un’ offerta per la ricarica a un costo fisso e la fornitura di una ‘ home station’ ai clienti. ” Ci siamo concentrati sulla rete domestica – ha spiegato Lo Nostro – offrendo un caricatore che consente di ricaricare completamente l’ auto in sette ore, ottenendo risultati superiori alle aspettative. Gli incentivi del Governo sembrano piu’ dedicati alle industrie e alle flotte private – ha concluso – ma siamo curiosi di vedere se convinceranno i cittadini ad acquistare veicoli elettrici”. 

Bruno Bianchi

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