Alla scoperta della Carnia più autentica

By Attualità

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Tra le numerose destinazioni che possono rientrare nella definizione di ‘fuga dalla città’, la Carnia sta diventando sempre più popolare. Compagna di viaggio è Lexus IS300, una lussuosa berlina che con il suo potente motore ci ha permesso di godere delle curve che questa regione offre in abbondanza, ma anche di rispettare l’ambiente grazie alla trazione ibrida che consente la guida a zero emissioni, nel rispetto di una natura ancora libera dalla cementificazione di massa.

La Carnia è localizzata nel cuore del Friuli Venezia Giulia più autentico, ed è proprio facile da raggiungere grazie all’Autostrada Alpe Adria. I nostri primi passi in questo territorio iniziano da Arta Terme, piccolo centro che proprio nelle terme propone uno dei suoi elementi di richiamo.

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Piano d’Arta

Dopo una rapida visita a Piano d’Arta, scopriamo la moderna struttura delle Terme quasi nascoste a ridosso del torrente Blut. La serie concatenata di edifici colpisce, con la modernità voluta dell’architetto Gino Valle.

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Un lavoro ispirato ad un castello rinascimentale, e reinterpretato per assecondare la natura circostante ed il relax che il centro termale fornisce grazie alle proprietà dell’acqua Pudica e dei fanghi curativi.

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Immergersi nella calda acqua delle vasche di questo centro, fa parte di una esperienza che si completa attraverso il paesaggio circostante, ben presente attraverso le grandi finestrature che abbracciano l’intero edificio.

A pochi chilometri da questo centro termale, risalendo il torrente But arriviamo a Sutrio, altro piccolo centro che vanta più ragioni per essere visitato. Ad iniziare dalla cultura del legno che pervade l’intero paese, grazie alle numerose sculture presenti praticamente dappertutto.

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La ricettività di questo piccolo borgo, è amplificata dalla prospettiva dell’Albergo Diffuso Soandri, che conta su un consistente numero di appartamenti disponibili per il turismo.

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Il Presepe di Teno

Dopo una rapida visita al Presepe di Teno, scopriamo anche l’Osteria da Alvise che conferma la sua fama (non solo locale) con l’imminente partecipazione alla kermesse gastronomica di Expo 2015 ad ottobre.

Osteria da Alvise

Osteria da Alvise

Questo popolare ristorante, è affiancato dalla Enoteca al Marangon, che con la sua vetrata esterna offre una particolare atmosfera in qualunque momento dell’anno.

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Enoteca al Marangon

Completa il quadro di Sutrio, la visita al Caseificio Alto But, che affianca l’attività di produzione e stagionatura alla vendita nello spaccio aziendale.

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Stagionatura presso Alto But

Pastorut (una sorta di Gorgonzola), Valdolce, Formadi Frant, la caciotta affumicata e la ricotta affumicata sono i ‘piatti’ forti del Caseificio Alto But.

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Valdolce Alto But

Lo spaccio aziendale, consente un equo rifornimento dei formaggi preferiti da ognuno, con possibilità di acquistare anche forme intere per i più golosi di formaggio.

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Dopo avere apprezzato l’aspetto eno-gastronomico della zona, è il momento di percorrere la strada che porta al Passo di Monte Croce. Uno splendido itinerario, che una volta arrivati al Passo ci consente di percorrere (a piedi) diversi sentieri che hanno il compito di ricordare il periodo della Grande Guerra.

Affrontiamo questo divertente percorso con Lexus IS300 in modalità Sport, che abbina le prestazioni del motore termico a quelle dell’elettrico. In questo modo sfruttiamo la potenza massima complessiva di 223 cavalli, e la prontezza del cambio automatico da utilizzare in modalità manuale, grazie alle palette a ridosso del volante. E ad ogni frenata, ricarichiamo la batteria di trazione, per recuperare quella energia che su una berlina tradizionale andrebbe inevitabilmente persa.

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Superato il passo, si scende verso l’Austria, con una brevissima visita che può tornare comoda per il pieno di carburante a prezzi austriaci.

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Ma il nostro pernottamento ha luogo in Carnia, presso l’emblematico hotel Bellavista da cui godere degli scorci di Ravascletto, ed approfittare della cucina locale, magari assaporando i famosi Cjarsons.

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Cjarsons

La notte porta un buon riposo, con il silenzio che caratterizza tutta la Carnia, e la distingue da alternative alpine ben più affollate.

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Anche questa foto da cartolina, scattata a Comeglians, piccolo abitato a pochi chilometri da Ravascletto ispira serenità. La fretta non è di casa da queste parti, e per chi arriva da una grande città si tratta della medicina giusta per allentare la presa.

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Troviamo ancora migliore medicina a Pesariis, in quella che viene definita non a caso la valle del tempo: Val Cesarina. Con i suoi orologi monumentali, ed il piccolo ma sorprendente Museo dell’Orologeria, questo borgo merita una sosta prolungata.

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La piazza di Ampezzo

Una manciata di chilometri ci separa da Ampezzo, dove è possibile visitare il Museo geologico della Carnia, altro tassello per meglio comprendere questo percorso culturale, oltre che turistico.

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Da Ampezzo, prendiamo la strada che porta a Sauris, un tratto da affrontare con attenzione poiché a carreggiata ristretta e con numerose gallerie in cui può avanzare solo una vettura per volta. Il paesaggio è selvaggio ed ispira a numerose soste, che favoriscono un contatto sempre più diretto con la natura della Carnia.

Alla guida di Lexus IS300, selezioniamo la modalità solo elettrica, e con il finestrino aperto cerchiamo di capire se ci sono altri veicoli in arrivo onde evitare insidiose manovre di retromarcia.

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Un ultimo tunnel ci separa dal lago di Barcis, da cui abbiamo tratto la nostra foto di apertura. Nuovamente un paesaggio che non ti aspettavi, e che continua a suggestionare con la sua varietà.

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Siamo a Sauris, dove vive una comunità Germanofona che rispetta le secolari tradizioni, come l’uso delle balconate per far essiccare l’erba ed ottenere il fieno da utilizzare con il bestiame. Qui regnano ordine e pulizia, ed è incantevole passeggiare a piedi tra le decine di case che popolano questo borgo.

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Anche la tessitura artigianale ha un ruolo importante, grazie alla bottega d’arte tessile che presenta uno spazio adibito alla produzione ed in cui è possibile acquistare sciarpe e scialli, coperte di lana, tappeti da usare come arazzo e copricuscini. La lavorazione è ancora oggi realizzata con il telaio a mano, come dimostra la nostra foto.

Le belle sciarpe prodotte dalla Tessitura Artigianale di Sauris

Le belle sciarpe prodotte dalla Tessitura Artigianale di Sauris

La gamma colori e la qualità dei tessuti, a base di filati naturali con disegni che si ispirano alla tradizione locale, rende difficile uscire dalla tessitura senza l’acquisto di uno dei prodotti in esposizione.

Ma, nuovamente, è l’aspetto gastronomico ad emergere prepotentemente a Sauris, complice la presenza del Prosciuttificio Wolf, azienda che risale al 1862 e che prosegue le tradizioni originali. Sorprende, come una azienda di queste dimensioni possa essere localizzata in un località così difficile da raggiungere per via delle sue strade tortuose.

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Ma la nostra degustazione conferma l’eccezionale qualità del prodotto, che si distingue per una leggera affumicatura che fa parte del processo originale di produzione. Il prosciutto crudo è stato riconosciuto con il marchio di Indicazione Geografica Protetta, ma anche lo Speck ha un ruolo di rilievo, grazie alla sua lenta stagionatura.

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Lo spaccio aziendale rappresenta una buona opportunità per fare l’ennesimo rifornimento, da consumare al rientro da questo viaggio. Un attrezzato tendone esterno, con posti a sedere, rappresenta invece una buona occasione per il consumo sul posto assolutamente in linea con la filosofia KM Zero.

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Gli affettati di Wolf ci hanno fatto venire sete, e la visita successiva si rivela provvidenziale. A poca distanza dal nostro prosciuttificio, ed a 200 km ulteriori di altitudine, troviamo il birrificio Zahre. Il nome riprende l’antica denominazione di Sauris, e la birra viene prodotta attingendo dalla sorgente locale, con un’acqua povera di sali minerali che non viene sottoposta ad alcun procedimento industriale.

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Potete riconoscere il birrificio dalla forma di questa sauna, piazzata proprio a bordo strada. Un nuovissimo spazio per la degustazione e l’acquisto diretto, sarà pronto da luglio per ospitare gli amanti di questa birra particolare, già conosciuta tra gli intenditori per le sue qualità senza compromessi.

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Dopo avere degustato birra e salumi, non rimane che cercare un hotel in cui apprezzare nuovamente il contatto con una natura ancora poco sfruttata dall’uomo. e il Riglarhaus è proprio in zona, con le sue camere accoglienti che si dimostrano la risorsa giusta per godere delle suggestioni degli antistanti monti.

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Ossobuco con polenta, è stata la nostra scelta per celebrare la rinomata cucina del Riglarhaus, un piatto che ci ha fornito le calorie necessarie con cui affrontare il trasferimento verso la successiva località.

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A Forni di Sopra ci attende un paese dove imperversano i murales, che raccontano la vita di montagna, con tutti gli elementi che ritroviamo nelle strette vie del centro, da cui partono numerose escursioni verso le spettacolari Dolomiti Friulane.

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Ma anche chi rimane in paese può godere della calma che offre la zona dei laghetti, popolata da numerose anatre selvatiche che si sono impossessate di un territorio ideale  per passeggiare o rilassarsi, con una attrezzata area giochi per i più piccoli.

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Il paesaggio che accompagna la salita verso il Passo Mauria

L’atmosfera della Carnia si è rivelata unica, e lo stato in cui abbiamo trovato la natura, ci portano a salutare questa regione con un Arrivederci. La promessa di un ritorno per lasciarsi nuovamente coinvolgere da tutte le emozioni positive, che rendono questo territorio talmente autentico da essere compreso solo con una visita dedicata.

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Last modified: 5 aprile 2018