22 settembre 2015 Redazione

Nuovo Mitsubishi L200 è semplicemente inarrestabile

Il leader è tornato, con tutte le carte in regola per continuare a dominare un mercato che apprezza sia la sostanza, sia la forma. Mitsubishi L200 ora è più facile da guidare, conferma la vocazione tuttoterreno e quando sali a bordo mostra subito la qualità di finiture da berlina.

Al suo ingresso sul mercato, lasciò subito un segno inconfondibile con lo stile che finalmente abbandonava le tradizionali forme squadrate della categoria pick-up, con l’emblematico profilo a forma di ‘J’ che divide la cabina dal pianale.

Le forme arrotondate, si sono ora fatte più definite come vuole il design contemporaneo, che punta sull’espressività di uno stile muscoloso seppure dinamico grazie allo slancio di un coefficiente di resistenza ulteriormente migliorato.

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La rinnovata calandra si appoggia sui potenti fari Hd, quasi incastonati nei generosi paraurti che suggeriscono protezione costante.

In fondo stiamo sempre parlando di 5,2 metri di lunghezza, ma questa dimensione viene percepita maggiormente nella visione laterale, visto che il lavoro dei designer ha formulato un impatto visivo che si accompagna di pari passo con il contenimento del peso complessivo (1.875 kg per i Double Cab con cambio manuale e trazione integrale) che non ha comunque compromesso la capacità di traino: il nuovo L200 riesce infatti a trainare fino a 3.100 kg.

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Se ad un primo sguardo gli interni sono simili alla precedente generazione, salendo a bordo sono evidenti numerosi miglioramenti, sia nelle finiture che nella qualità dei materiali.

Ma è la variante Club Cab ad incuriosire, grazie alle due piccole porte incernierate posteriormente, che presentano una apertura ‘a libro’ pensata per migliore l’ingresso sia di persone, sia di oggetti, senza la classica ostruzione del montante centrale.

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In ogni caso, a prescindere dal tipo di apertura delle portiere, la spaziosità a bordo non manca ed è ora più consistente per la testa e le spalle davanti, oltre che per le gambe dietro.

Tra le novità, la regolazione di inclinazione e distanza del volante, a conferma di quanto L200 voglia avvicinarsi ad una tradizionale vettura per dotazione. In questo senso, è stato migliorato anche il rapporto di sterzata, certamente non siamo a livello di una citycar, ma aiuterà il lavoro dei professionisti nella guida quotidiana.

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Anche il motore fa parte delle sostanziali novità introdotte con questa ultima generazione di L200: sviluppato congiuntamente con la divisione industriale di Mitsubishi, il 2.4  a 16 valvole di classe DOHC è un common rail a iniezione diretta interamente in alluminio, e presenta il più basso rapporto di compressione del settore.

Il vantaggio in termini di peso è evidente, con vibrazioni ridotte ed efficienza migliorata, complice il potenziamento della fasatura variabile.

Il motore è proposto con due altrettanto nuove trasmissioni appositamente progettate per gli impieghi pesanti: da una parte il cambio manuale a 6 rapporti, dalla cambiata breve e leggera per ridurre rumore e vibrazioni, dall’altra il cambio automatico a 5 rapporti con modalità sequenziale sportiva.

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Tra i numerosi interventi non visibili ad occhio nudo, abbiamo riscontrato un minore sforzo sul pedale del freno, ottenuto grazie al potenziamento dell’impianto frenante. Una modifica che si aggiunge allo sterzo diventato più leggero, grazie ad una serie di ottimizzazioni che hanno portato anche ad una sensibilità ora più vicina a quella di una vettura.

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Il tutto si unisce al sistema ‘Super Select 4WD-II che permette di scegliere la configurazione più adatta per la trazione tuttoterreno di L200. Il passaggio dalle 2 alle 4 ruote motrici continua ad essere possibile anche in movimento, ma la novità sostanziale riguarda la modalità 4H della trazione integrale che ora si potrà usare anche in velocità e su qualunque tipo di percorso.

Una innovazione che aumenta sensibilmente la sicurezza, particolarmente quando il pianale è vuoto, rendendo più omogeneo il comportamento su fondi insidiosi. A queste caratteristiche, si aggiungono le ridotte che rappresentano un bel punto di forza, così come la profondità di guado che raggiunge i 60 cm.

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Con queste prerogative, abbiamo guidato il nuovo pick-up Mitsubishi su percorsi che alternavano il classico asfalto con intensi passaggi nei selvaggi boschi dell’entroterra toscano. E l’esperienza di guida ci ha permesso di toccare con mano le novità, confrontando i riscontri con una prova della precedente generazione effettuata lo scorso anno.

La facilità di guida, a dispetto degli ingombri e del peso, ha fatto un imponente passo in avanti, e la versione con cambio automatico ci ha regalato una guida in fuoristrada che rispecchia la storia di Mitsubishi nel settore.

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Di certo, il nuovo L200 rappresenta un significativo passo in avanti, anche in considerazione di una riduzione dei costi di esercizio a cui i potenziali clienti professionisti fanno riferimento. Oltre a minori consumi, ora numerose componenti hanno intervalli di sostituzione più lunghi se non addirittura l’esenzione, come per cambio automatico e catena di distribuzione.

Una ulteriore conferma, di quanto Mitsubishi abbia investito per rimanere saldamente in vetta ad una categoria che richiede competenze specifiche, e premia quell’immagine che L200 ha reso distintiva già nelle precedenti generazioni, contribuendo all’alto livello di gradimento nel nostro Paese.

Bruno Bianchi

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