Numeri da record per Vinitaly 2016

By Attualità

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La cinquantesima edizione di Vinitaly ha chiuso i battenti lo scorso 12 aprile, con 130.000 operatori provenienti da 140 nazioni e lo storico record di oltre 100.000 metri quadrati netti espositivi (è la prima rassegna al mondo per superficie con più di 4.100 espositori da più di 30 Paesi). Quasi 50.000 le presenze straniere, con 28.000 operatori commerciali dei mercati internazionali in aumento del 23% rispetto al 2015.

Anche il “fuori salone” Vinitaly and the City (sull’esempio del salone del mobile di Milano, che con le miriadi di eventi organizzati in giro per la città continua ad avere un enorme successo) ha registrato un aumento di presenze, quest’anno a quota 29.000, grazie al coinvolgimento dei wine lover, appassionati e giovani con degustazioni, spettacoli ed eventi culturali nelle piazze del centro storico di Verona.

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Questa edizione è stata l’occasione per celebrare la storia di una manifestazione che da 50 anni promuove nel mondo il vino italiano e la sua cultura. Un riconoscimento particolare è venuto dalle istituzioni nazionali, che hanno inaugurato ufficialmente Vinitaly con la presenza del Presidente Mattarella (e del premier Matteo Renzi), il quale ha ricordato la funzione di Vinitaly quale “vettore e simbolo della qualità vitivinicola italiana, apprezzata nel mondo”, nell’ambito di un progetto di “internalizzazione e sostegno dell’export verso nuove aree di consumo”.

Nei quattro giorni, da domenica 10 a mercoledì 13 aprile, si sono tenuti più di 300 appuntamenti tra convegni, seminari, incontri di formazione sul mondo del vino. In primo piano, come ogni anno, le esclusive degustazioni, tra cui quella proposta da Vinitaly International Academy che ha ricordato la figura di Giacomo Tachis, uno dei più grandi enologi italiani recentemente scomparso, noto per aver “inventato” il Sassicaia.

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Noi abbiamo avuto la fortuna di partecipare a una storica degustazione, organizzata da Vinitaly International Academy e presieduta dal giornalista Ian D’Agata, quella di un bianco eccezionale, uno dei migliori (se non il migliore) Pinot Gris del mondo: il gran cru Rangen de Thann Clos Saint Urbain del produttore alsaziano Zind Humbrecht. La degustazione, una verticale di 10 annate, dalla più recente 2013 alla più vecchia 1983, è stata guidata dal produttore, Olivier Humbrecht.

Marco Latour

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Last modified: 19 aprile 2016