Anteprima veronese per l’annata 2013 dell’Amarone

By Attualità

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Al Palazzo della Gran Guardia, a Verona, da sabato 28 gennaio a lunedì 30, si è tenuta la presentazione dell’annata 2013, appena entrata in commercio, un evento organizzato dal Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella. A rappresentare l’eccellenza dei produttori del re dei vini veronesi, 78 cantine che hanno messo a disposizione di operatori internazionali del settore vinicolo 150 etichette.

L’evento è stato seguito anche da parecchi giornalisti stranieri, arrivati a Verona per seguire il debutto dell’ultima annata di un vino che sta riscuotendo sempre maggiore successo sui mercati di tutto il mondo. Solo tra il 2015 e lo scorso anno il suo valore in export è cresciuto del 3%. La produzione dell’Amarone prende per il 65% la strada dell’estero verso la Germania (18%), gli Usa (11%), la Svizzera (11%) tra i principali Paesi di destinazione. Seguono la Gran Bretagna (10%), il Canada (7%) e la Svezia (7%), con aumenti rilevanti in particolare nel caso del Regno Unito e del Paese scandinavo. Il mercato nazionale assorbe il rimanente 35% del giro d’affari, con un incremento del 10% nel valore medio.

L’annata 2013 è stata definita di qualità medio alta dal Consorzio, per il colore intenso del vino, ricco in profumi e alcolicità e con un ottimo potenziale di invecchiamento. Per il Consorzio dei vini della Valpolicella l’annata 2013 verrà ricordata per l’assoluta divergenza climatica tra la prima fase del ciclo vegetativo e la seconda coincidente con la maturazione. Nel primo periodo, infatti, la vite è stata sottoposta a un clima difficile, caratterizzato da precipitazioni frequenti e basse temperature; al contrario, da giugno la pianta ha goduto di un andamento meteorologico opposto, che ha favorito un netto percorso di arricchimento dell’acino e di piena maturazione.

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In questo contesto climatico i vini del 2013 sono risultati di elevato livello qualitativo con una evidente espressione territoriale e stilistica in un’annata comunque non semplice. Nel dettaglio la commissione di degustazione del Consorzio ha riscontrato una grande eleganza fruttata nei vini di Mezzane, Illasi e Cazzano e una prepotente eleganza e potenza in quelli di Negrar. I vini della vallata di Fumane sono risultati contraddistinti da delicatezza olfattiva ed equilibrio gustativo, mentre quelli di San Pietro in Cariano da note di confettura. Nei vini della vallata di Marano è stata trovata una grande omogeneità territoriale con vini dall’ottima struttura. E’ stata riscontrata nei vini della Valpantena una sempre maggiore identità caratterizzata da morbidezza e grande piacevolezza.

L’Amarone della Valpolicella è un vino, oltre che di pregio, assolutamente unico a livello mondiale perché nasce dalla combinazione di elementi peculiari: i vitigni autoctoni, una tradizione viticola ed enologica unica, un ambiente pedoclimatico irripetibile (quello che i francesi chiamano terroir) e un paesaggio ricco di biodiversità. Pochi vini italiani hanno una forte impronta territoriale come l’Amarone, che nasce da un insieme di vitigni locali, come la Corvina, il Corvinone, la Rondinella (ma anche altri, antichi e storicamente presenti in Valpolicella, recuperati e in via di diffusione come l’Oseleta e lo Spigamonti) a cui si applicano tecniche idonee a valorizzare i loro caratteri qualitativi.

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La scelta delle migliori uve, per usarne al massimo il 65% del totale (o spesso percentuali inferiori), la loro messa a riposo in fruttaio (su graticci stesi in ampi spazi coperti ben arieggiati) e l’attesa per almeno 80-90 giorni prima della vinificazione, sono alcuni dei punti di unicità di questo grande rosso. Ciò che ancor più arricchisce di fascino e attese questo vino, è quello che la ricerca scientifica ha evidenziato negli ultimi anni, ma che era già stato colto dalla gente del Valpolicella e che aveva travasato nella tecnica di appassimento. Le uve Corvina e Corvinone, infatti, molto più delle varietà internazionali, nel corso dell’appassimento si arricchiscono di molecole dal grande valore salutistico, tra le quali la più nota è il resveratrolo (un antiossidante naturale) Un esempio? Nella vendemmia 2015 la quantità di trans-resveratrolo nell’uva fresca di Corvina era di circa 140 microgrammi/L, che dopo circa 80 giorni di appassimento, ai primi di dicembre, sono diventati oltre 1.200. Non solo. Nel corso della messa a riposo nelle uve avviene anche la sintesi di composti aromatici (come norisoprenoidi e terpeni) alcuni dei quali non presenti nelle uve fresche.

L’Amarone della Valpolicella è quindi il risultato di una combinazione non ripetibile altrove di interazione tra vitigni e ambiente, a cui si aggiunge una tecnica, l’appassimento, che in queste varietà autoctone porta alla sintesi di composti non presenti nelle uve fresche. Tanti elementi tutti gestiti con scrupolo in vigneto e in cantina e codificati da un preciso disciplinare di produzione.

E per finire, una “nota di colore” sulla manifestazione veronese: la degustazione alla cieca, con le etichette rigorosamente coperte, di 83 bottiglie di Amarone, tutte ovviamente del 2013 (molte delle quali prese dalle botti nelle quali il vino è ancora in affinamento).

Marco Latour

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Last modified: 6 febbraio 2017