3 febbraio 2017 Redazione

Tutto su alimentazione metano

metano

Vicina all’ambiente e alle tasche degli automobilisti, questo tipo di alimentazione è sempre più diffuso. Vediamo cosa significa gestire un auto a metano, con i relativi pro e contro.

Il metano utilizzato per l’autotrazione è meglio noto come Gas Naturale. Si tratta infatti di una miscela di gas (tra cui anche propano e butano), in cui il metano ha un peso prevalente ( tra l’80 e il 99 per cento). Questi gas si formano per decomposizione di sostanze in organiche. Sono presenti giacimenti in Italia, Olanda e Algeria, oltre a Inghilterra e Mari del Nord. In particolare il nostro Paese è tra i primi al mondo, in termini di impianti e condotti di distribuzione.

Il carburante in oggetto si trova allo stato gassoso, e viene erogato alla pompa con una pressione di 220 bar. Questo dato lo differenzia dal Gpl (gas petrolio liquefatto), che viene erogato nel serbatoio allo stato liquido, con una pressione di 12 bar. Questo fatto comporta che il metano introdotto nei nostri serbatoi non si misuri in litri, bensì in chilogrammi. Si tratta infatti, della massa d’aria necessaria a riempire il serbatoio. Generalmente i serbatoi da 60/80 litri consentono una capienza di circa 10 / 12 kg di metano. La natura gassosa di questo elemento, è anche alla base di possibili variazioni nello stivaggio nei serbatoi. Quest’operazione è infatti influenzata dalla temperatura delle bombole, dalla taratura dell’erogatore e dalla pressione atmosferica. Quindi, lo stesso pieno può essere effettuato con più o meno metano.

Dal punto di vista pratico un kg di metano è più efficiente di un litro di benzina, e consente una superiore percorrenza chilometrica, circa il 50 per cento in più. Nel contempo, le prestazioni si riducono di circa il 10 per cento. Segnaliamo tuttavia che il metano ha un numero di ottani superiore alla benzina, circa 120. Questo dato consentirebbe una resa prestazionale superiore, se il motore avesse un rapporto di compressione più elevato: però in caso di alimentazione a benzina, il rapporto non sarebbe più idoneo.

Tra i pregi del metano annoveriamo anche la possibilità di risparmiare sulla manutenzione della vettura, grazie alla minore usura degli organi meccanici. A titolo di esempio, si allungano i cambi olio. Le bombole sono soggette a revisione periodica ogni 5 anni, ma il costo è finanziato da una tassa stessa sul metano. Si paga solo la mano d’opera. Per agevolare ulteriormente questo tipo di alimentazione, lo Stato Italiano ha anche predisposto una serie di incentivi, che fanno risparmiare o addirittura azzerare il bollo auto (per le auto monovalenti, ovvero con un serbatoio di benzina di massimo 15 litri).

La sicurezza degli impianti omologati è tale per cui è possibile accedere a parcheggi sotterranei, ed anche ai traghetti, specificando il tipo di alimentazione. Tuttavia soprattutto in aree private (tipo parcheggi condominiali) è di scrupolo osservare o verificare i divieti che possono essere eventualmente posti dai privati stessi.

Infine i benefici di questo tipo di alimentazione sono a livello ambientale, per via delle inferiori emissioni nocive di questa alimentazione. Ci auguriamo solo che le pompe di distribuzione crescano col tempo, ricordandoci che non è possibile effettuare il rifornimento nella modalità ‘Self’, ovvero da soli.

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