Prova Toyota C-HR Hybrid

By Prove

Il significato della sigla C-HR è ‘Coupé High-Rider’, ovvero ‘coupé guida alta’ e la dice lunga sulle originali intenzioni del centro stile Toyota, che ha voluto unire libertà nel design e creatività ingegneristica.

Uno stile fatto per emozionare, dimostrando il carattere deciso di una personalità che si contrappone alla classificazione suv cui l’altezza da terra (High-Rider) ammicca con decisione.

Con 4,36 metri di lunghezza, C-HR abbandona il concetto di compattezza per abbracciare quello di una versatilità pronta anche a soddisfare le variegate esigenze di un nucleo famigliare.

Le portiere posteriori, con la maniglia integrata che si estende fino a raggiungere il tetto della vettura, vanno invece nella direzione di un filante Coupé, potenzialmente riducendo la facilità di accesso da parte di un bambino.

L’elaborato spoiler integrato nel tetto, nuovamente punta verso un dinamismo pronto a colmare esteticamente l’ardita inclinazione del lunotto, che di fatto penalizza solo parzialmente la visibilità posteriore.

I generosi cerchi da 18″ dell’esemplare in prova, aggiungono un vigore che completa il mix estetico e funzionale di C-HR, conferendo una appagante precisione alla guida.

L’esercizio di stile, prosegue in un abitacolo creato sulla scia dell’audacia esterna, attraverso una plancia che con le sue sinuosità diventa subito inconfondibile.

Al centro della stessa, troneggia lo schermo tattile da 8″, una presenza che non passa inosservata, e che avremmo preferito con un pulsante di spegnimento dedicato: sia per la guida notturna, sia per quella diurna in modo da consentire anche un gradito risparmio di energia.

Lo schermo è orientato verso il conducente, così come tutti i principali comandi della vettura, in modo da conferire una appagante sensazione di controllo.

Gradevoli i numerosi dettagli nel lucido nero ‘piano black’, in grado di aggiungere un tocco di contemporanea eleganza.

Lo spazio anteriore deve solo fare i conti con una seduta dei sedili piuttosto compatta, mentre posteriormente la sensazione è proprio quella tipica di un coupé, complice la finestratura laterale che potrebbe penalizzare la visibilità esterna dei più piccoli.

Con 377 dm3 di capienza, lo spazio a disposizione per oggetti e bagagli non è da riferimento, ma rientra negli standard della categoria con una base omogenea che si lascia sfruttare nelle differenti situazioni di utilizzo.

Come consuetudine, la batteria di trazione (al nichel-metallo idruro) è stata collocata sotto i sedili posteriori, senza quindi compromettere la capacità di carico del bagagliaio.

Sotto al cofano della nostra C-HR, è presente la combinazione ibrida di un motore endotermico 1.8 fasatura variabile a ciclo Atkinson, con 93 CV – 72 kW (anche a fini fiscali) e coppia pari a 142 Nm a 3.600 giri.

E’ affiancato da un motore elettrico da 72 CV e coppia massima di 163 Nm. La sinergia dei due motori, equivale a 122 CV di potenza complessiva in grado di far raggiungere i tradizionali 0-100 km/h in 11 secondi.

Il cambio automatico, di tipo CVT variazione continua, continua ad essere il compagno delle ibride Toyota. Una specifica posizione ‘B’ è dedicata al freno motore, per azionare il freno motore al rilascio dell’acceleratore.

Il look futurista di C-HR avrebbe forse potuto meritare una strumentazione interamente digitale, in alternativa alla elaborata (e poco leggibile) soluzione proposta dal costruttore. In particolare, il controllo del livello di carica della batteria di trazione è visibile attivando una apposita maschera, da cui possiamo anche visionare le dinamiche di trazione e ricarica.

La modalità EV per la trazione solo elettrica, si attiva spontaneamente oppure può essere impostata dal conducente con durata di pochi chilometri, e con velocità non superiore ai 70 km/h.

In sostanza vantaggi riscontrabili perlopiù nell’utilizzo puramente urbano, anche se in extraurbano abbiamo riscontrato consumi interessanti in linea con le percorrenze dei Diesel cui l’ibrido C-HR si contrappone.

Le consuete considerazioni sui maggiori vantaggi dell’ibrido nel traffico cittadino sono scontate: la moltitudine di Prius che circola nelle grandi metropoli sono un chiaro segnale in tal senso. Certamente l’autostrada è il terreno meno congeniale a questa tipologia di trazione, mentre in extraurbano si apprezza un piacere di guida che ha il suo picco nella guida rilassata, con frequenti rilasci dell’acceleratore per favorire il recupero dell’energia.

L’ambizioso concetto di coupé rialzato aveva già tentato altri costruttori, ma la trazione ibrida di C-HR aggiunge un valore in linea con le ultime richieste del mercato, ben sfruttato da Toyota con le promozioni commerciali riservate alla permuta di un veicolo Diesel, il cui contributo al momento corrisponde a 4.500 euro.

LISTINO: da 24.850 Euro
VERSIONE IN PROVA: 1.8 Hybrid E-CVT Style – 32.350 Euro
GARANZIA: 3 anni o 100.000 km – 5 anni o 100.000 km sui componenti ibridi
NOTA: caratteristiche e dotazione si riferiscono al modello in prova, alcuni accessori citati potrebbero quindi non far parte della dotazione standard.

LEGGI ANCHE: ABC dell’auto ibrida
Come si guida un veicolo ibrido

Condividi  Share on FacebookGoogle+Tweet about this on Twitter

Last modified: 12 marzo 2018