Vivere senza auto di proprietà

I tempi cambiano, così come le esigenze di una mobilità urbana, che in una grande città potrebbe fare a meno di una vettura di proprietà, con risparmio di costi e magari con meno rinunce di quanto si possa pensare. 

Un approccio sempre più possibile, in una grande città come ad esempio Milano, che consideriamo ai fini della nostra valutazione sulla fattibilità di una vita senza auto di proprietà. Una soluzione che potrebbe cambiare anche il nostro stile di vita, tanto per iniziare grazie al consistente risparmio economico frutto di questa scelta.

Possedere una vettura, blocca infatti risorse economiche quantificabili in almeno 400 Euro mensili, a cui dobbiamo aggiungere il costo del carburante e di un eventuale rimessaggio in garage.

Un conteggio che include la ripartizione annuale del costo relativo alla vettura, ottenuto sottraendo il valore residuo della vettura rispetto al prezzo pagato, diviso gli anni di utilizzo della stessa.

Dobbiamo poi considerare i costi amministrativi come tassa di proprietà e polizza assicurativa, cui aggiungeremo anche gli oneri relativi alla manutenzione, in cui figurano il tagliando annuale, cambio pneumatici e lavaggio mensile della vettura. In questo ambito avremo anche la revisione dopo i primi 4 anni e, successivamente ogni due.

Abitando in città, abbiamo anche due scelte per il rimessaggio notturno della nostra auto: su strada ove possibile, oppure box condominiale, anche in affitto. Nel primo caso si tratta di un immobilizzo di capitale importante, nel secondo di un costo mensile.

Ecco quindi come si arriva ai circa 400 Euro mensili, nuovamente al netto di rimessaggio e carburante. Un importo che oggi potremmo anche decidere di spendere con la formula del noleggio lungo termine, sempre più diffuso, anche perché toglie l’imbarazzo di scelta tra motore Diesel o benzina.

Ma quali sono gli strumenti per mantenere la propria mobilità, che potenzialmente può attingere dal budget mensile dei circa 400 Euro che andiamo a risparmiare? In città disponiamo di tre soluzioni:

  • I mezzi pubblici, l’alternativa più facile ed economica.
  • I servizi di car sharing: Enjoy, Car2Go e DriveNow hanno dato dimostrazione di efficacia, includendo nel costo al minuto anche l’ingresso in Area C ed il parcheggio finale sulle strisce gialle dei residenti oppure blu.
  • Il taxi, meno economico ma altrettanto valido per brevi tragitti, in rapporto al risparmio complessivo.

Nel momento in cui decidiamo di uscire dalla città, possiamo invece continuare a fare affidamento su:

  • Treni, oggi anche più veloci rispetto alle auto ed efficaci nel portarci in centro città, dove nuovamente potremo ricorrere ad un taxi oppure al car sharing dove possibile.
  • Le stesse società di car sharing propongono oggi formule di più ore e chilometraggio esteso, interessanti purché la vettura rientri nella città di partenza.
  • Noleggio auto, con la formula giornaliera oppure week-end da venerdì pomeriggio a lunedì mattina.

Ad ognuno, di stabilire i limiti di questa scelta quasi ‘di vita’ e decidere se già oggi esiste una soluzione praticabile in una grande città. Perché ovviamente al di fuori dei grandi centri urbani, non esistono alternative praticabili, quanto meno non ancora.

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