Lo scorso anno, la filiale italiana di Volvo aveva sposato la causa del progetto LifeGate PlasticLess per la riduzione delle plastiche nel mare, ed effettuato la posa di tre dispositivi Seabin per la pulizia del mare. Ora il progetto si amplia, coinvolgendo numerosi punti chiave dei litorali italiani, grazie al contributo di alcuni dei concessionari più attivi della rete ufficiale Volvo.
L’iniziativa legata al progetto LifeGate PlasticLess sostenuta da Volvo Car Italia e dalle concessionarie Volvo, si inserisce in un impegno ad ampio respiro di Volvo Cars a favore del ridotto impatto ambientale e della sostenibilità. L’iniziativa, è inoltre attuata in collaborazione con le Amministrazioni locali più sensibili alla tematica della salvaguardia dei mari.

I dispositivi Seabin utilizzati nell’ambito del progetto LifeGate PlasticLess per la raccolta dei rifiuti galleggianti risultano particolarmente efficaci in aree come i porti, all’interno dei quali – grazie all’azione dei venti e delle correnti – convergono i rifiuti scaricati in mare. Un dispositivo è in grado di catturare dalla superficie dell’acqua circa 1,5 chilogrammi di detriti al giorno, ovvero oltre mezza tonnellata di rifiuti all’anno comprese le microplastiche fino a 2 millimetri di diametro e le microfibre fino a 0,3 mm, sempre più diffuse e pericolose. Trovandosi nel sale marino e venendo ingerite dai pesci, le microplastiche entrano nella nostra catena alimentare.

“Volvo ritiene che Sostenibilità e Rispetto per l’Ambiente siano doveri imprescindibili per ciascuno di noi”, dichiara Michele Crisci, Presidente Volvo Car Italia. “Ma non solo a parole, bensì anche nei fatti. Per questo abbiamo deciso di ribadire e rafforzare il nostro impegno per limitare la diffusione delle plastiche nei nostri mari, quelli che tanto amiamo e che per questo dobbiamo proteggere. Quanto stiamo facendo è la dimostrazione di come l’approccio di Volvo ai temi della sostenibilità sia ad ampio raggio. Non si tratta solo di costruire auto che inquinano il meno possibile, grazie ad esempio all’elettrificazione. La sfida per un’azienda moderna che voglia contribuire concretamente a un futuro sostenibile si gioca su più fronti e coinvolge ogni aspetto che possa compromettere l’equilibrio del sistema di cui facciamo parte. La responsabilità è di tutti e a questa non ci si può sottrarre.”

Il fulcro dell’impegno di Volvo Cars per una riduzione dell’impatto ambientale dei suoi prodotti e delle sue attività operative è stato annunciato nel 2017, quando la Casa automobilistica ha presentato, prima fra tutte nel settore, il suo programma di elettrificazione di tutti i nuovi modelli Volvo lanciati dopo il 2019. Da allora, Volvo Cars ha ulteriormente ribadito questa strategia comunicando ufficialmente l’intenzione di portare le vetture esclusivamente elettriche a costituire il 50% delle sue vendite globali complessive entro il 2025.

Volvo Cars persegue inoltre l’obiettivo di azzerare l’impatto sul clima delle proprie attività produttive globali entro il 2025. Nel 2018, lo stabilimento Volvo di Skövde, in Svezia, specializzato nella produzione di motori, è diventato il primo impianto a impatto zero sul clima della rete produttiva globale della Casa automobilistica. Sempre lo scorso anno è stata annunciata l’installazione di pannelli solari presso l’unità produttiva di Ghent. Il mese scorso, Volvo Cars ha annunciato l’avvio del progetto di installazione presso il suo stabilimento di Torslanda di una nuova unità di carrozzeria che secondo le previsioni consentirà di ridurre di almeno un terzo il consumo di energia e le emissioni del reparto.

Oltre a lavorare al miglioramento dei consumi energetici e delle emissioni, Volvo Cars si sta impegnando attivamente per ridurre l’utilizzo di plastica in tutte le sue sedi operative, un processo che già entro la fine del 2019 prevede l’eliminazione degli oggetti monouso in plastica da tutti gli uffici, le mense e gli eventi in tutto il mondo. Oggetti monouso in plastica, quali bicchieri, contenitori per alimenti e posate, vengono gradualmente sostituiti con alternative più sostenibili che includono prodotti biodegradabili realizzati in carta, cellulosa e legno.
