
Il ciclismo continua ad essere lo sport più praticato in Italia, non deve quindi stupire la grande popolarità del Giro d’Italia, che annualmente attraversa la penisola unendola in un abbraccio che parla di sport e passsione.
Passione che da tempo Citroën condivide e che manifesta con la significa partnership del team AG2R Citroën. Una collaborazione con al centro anche la fornitura di veicoli che quotidianamente seguono l’itinerante carovana del Giro d’Italia.
In occasione della 12a tappa, abbiamo avuto modo di vivere le emozioni del ‘dietro le quinte’ con cui il team si prepara all’appuntamento per la successiva partenza. Un modo per apprezzare in maniera diversa e coinvolgente il tanto lavoro, che quotidianamente rimane celato al grande pubblico, concentrato sulle prestazioni sportive dei ciclisti.
Nel team del ‘Giro’ troviamo 8 ciclisti, cui si aggiungono altre 20 persone. Ma altri team AG2R Citroën sono contemporaneamente impegnati, in eventi europei di livello internazionale.

Osservando la dotazione di veicoli, il primo sguardo cade sulla consistenza del bus che si occupa del trasporto ciclisti prima e dopo la gara. Come si può vedere dalle immagini, ogni spazio dell’imponente mezzo è abilmente sfruttato per far fronte alle esigenze che al termine della giornata richiedono una fondamentale routine, fatta anche di lavatrici e asciugatrici.

L’abitacolo del bus si presenta come una super navetta con posti da Prima Classe: sono riservati ai ciclisti, per quel riposo che scorderanno non appena si sale in bicicletta. Oltre a doccia e toilette, nel retro una piccola sala riunioni si presta ai differenti momenti del briefing. A bordo troviamo anche ampi frigoriferi, per mantenere in fresco le essenziali vivande che vengono consumate in continuazione.

Secondo per dimensioni, certamente non per importanza, il camion officina si occupa dell’altro fondamentale componente per la competizione: le biciclette.

Una moderna officina mobile custodisce le preziose biciclette, quando non in uso durante la gara. Abili meccanici si occupano della preparazione e manutenzione delle 3 biciclette assegnate ad ogni ciclista. Si tratta di speciali biciclette del valore di circa 14.000 euro per singolo telaio, cui aggiungere circa 3.000 euro per ogni coppia di cerchi e pneumatici.

Altro van di significativa importanza, quello relativo alla cucina per i ciclisti. Le loro esigenze alimentari sono essenziali per il benessere che anticipa il picco prestazionale.

Al suo interno, uno chef dedicato si occupa di preparare gli alimenti che quotidianamente vengono ordinati all’hotel che ospita il team. La preparazione degli stessi avviene in questo ambiente mobile, che per dotazione potrebbe competere con un ristorante.

Oltre ad altri 2 furgoni e 2 ulteriori van, la flotta del team AG2R Citroën si compone di 6 Citroën C5 Aircross. Sono vetture specificatamente preparate, con ad esempio i sensori degli avanzati sistemi autonomi per la sicurezza disattivati, per la sicurezza dei ciclisti in gara.

L’elegante plancia di Citroën C5 Aircross mostra il segno delle esigenze legate al Giro d’Italia: oltre a 4 trasmettitori radio, una postazione per il computer e differenti supporti per cellulari, troviamo il segnale TV proveniente da un’antenna posizionata sul tetto.

Questa immagine dimostra la generosità del vano portiera di Citroën C5 Aircross, con differenti snack pronti per essere distribuiti ai ciclisti in gara, magari prima di un impegnativo sforzo, in volata oppure salita.

Inevitabile anche lo sfruttamento dell’ampio bagagliaio, che dimostra nuovamente le doti di versatilità da sempre riconosciute al SUV francese.

Il tutto, senza dimenticare che sul tetto sono presenti 8 biciclette, sempre pronte per una sostituzione di emergenza, ognuna con la specifica taratura per il singolo ciclista.

In sintesi, una bella prova di carattere per il SUV Citroën C5 Aircross, che dopo avere superato la prova del Giro d’Italia, è certamente pronto per accompagnarci quotidianamente in ufficio, oppure in una lunga vacanza. Rigorosamente con gli snack nel vano portiera.
Bruno Bianchi
