
Dalla Germania arriva il nuovo Grandland, con la propulsione elettrica a coprire il ruolo di protagonista e l’obiettivo di rendere realtà le visioni del prototipo Opel Experimental. Ora la mobilità del futuro, è declinata al presente dal brand tedesco.
Esternamente il design segue la forma dei tanto amati Suv, ma è la propulsione a diventare emblema di una progressione tecnologica (ed ecologica) che il brand tedesco Opel ha cavalcato prima di altri. Anticipare le tendenze mostra oggi i suoi frutti, per di più con un modello che in gamma ha anche il prestigioso ruolo di ammiraglia affiancando la novità Frontera ed il compatto Mokka.

Tracciare il futuro, ha per Grandland il sapore del riciclo, ovvero oltre 500 kg di materiali considerati “verdi”: il 95% è recuperabile, mentre l’85% è riciclabile. Dall’alluminio riciclato, agli acciai con contenuto riciclato, 50 kg di polimeri “verdi” ed il 20% degli pneumatici da materiali riciclati sono un bel cambiamento rispetto al passato.

Anche la totale assenza di cromature (considerate non riciclabili) anticipata dal prototipo Experimental, è diventata realtà dimostrando come il costruttore tedesco focalizzi in maniera convincente la sostenibilità.
In evidenza anche i tecnologici fari, che nel sistema “Intelli-Lux HD” (standard sull’allestimento GS) diventano 51.200 elementi a Led, per illuminare efficacemente senza abbagliare.

Nell’abitacolo, Opel sviluppa invece i temi che sono diventati cavallo di battaglia negli utlimi anni: dal comfort dei passeggeri grazie a sedili ergonomici, al design di un ambiente in cui la tecnologia non deve distrarre dalla guida. Anche per questo motivo, apprezziamo posizione e presentazione dei comandi relativi alla climatizzazione, su cui è facile intervenire, senza dover richiamare menu dallo schermo centrale.

Un’attento sguardo, rivela anche le bocchette di aerazione laterali inserite nelle portiere, scelta che ha permesso di mantenere la linea della plancia in linea con l’originale approccio “audace e puro” dalle forme taglienti e ben definite.

A proposito di sedili, la collaborazione con gli specialisti posturali della società tedesca AGR, su Grandland ha portato alla novità di un piccolo incavo centrale sulle sedute: ha il compito di favorire il comfort dopo tante ore su strada.

Ovviamente, il 100% dei tessuti e dei rivestimenti degli interni è realizzato con materiali riciclati.

Passando all’aspetto propulsivo, Grandland Electric si avvantaggia di una batteria piatta da 73 oppure 82 kWh: nel primo caso abbiamo 523 km di autonomia WLTP, che diventano 582 km nel secondo. In arrivo nel 2025, una batteria da 97 kWh con cui poter raggiungere 700 km di autonomia. In ogni caso, viene accettata la ricarica in corrente continua con potenze fino a 160 kW, ovvero meno di 30 minuti per caricare fino all’80% della capacità della batteria.
Il motore elettrico M4 offre 213 CV di potenza massima e 235 Nm di coppia, ovvero 9 secondi per passare da 0 a 100 km/h, per una velocità massima di 170 km/h.
Il nostro test drive ha avuto luogo nell’affollata Brianza, in prossimità di Milano, con i primi chilometri che ci consentono di scoprire anche il lavoro degli ammortizzatori a frequenza selettiva: utilizzano una valvola aggiuntiva e un secondo circuito dell’olio nell’ammortizzatore, per ottenere diverse caratteristiche di smorzamento a seconda della situazione, come sui ciottoli, nonché per uno stile di guida sportivo e dinamico con un contatto più diretto con la strada e basse frequenze.

La scelta delle modalità di guida non è secondaria, poichè si riflette sul lato prestazionale e sull’autonomia residua di Grandland. Eco si ferma a 160 CV, Normal sale a 180 CV e Sport raggiunge 213 CV. L’azione di recupero dell’energia in frenata può invece essere regolata su 3 distinti livelli, che producono una decelerazione di 0.6 m/s² oppure 1.2 ed ancora 1.8.

I cerchi da 19″ contribuiscono ad una certa sportività nella guida più dinamica, seppure la spalla piuttosto alta degli pneumatici Continental mostri la netta priorità al confort, con l’obiettivo di unire le forze con i tecnologici ammortizzatori per compensare i 2.100 kg di peso a vuoto della vettura.

Al volante, il flusso di informazioni principali si concentra sul parabrezza, dove l’head-up display proietta anche le informazioni relative alla navigazione, rendendo di fatto questa la fonte primaria dei principali dati durante la guida. Apprezzabile la possibilità di intervenire direttamente sui parametri della climatizzazione, grazie alla striscia di tasti centrale.
Il cofano pronunciato asseconda un gratificante effetto “ammiraglia”, inducendo una guida più votata al confort rispetto a quel dinamismo che punta a sfruttare la cavalleria a disposizione, oppure la coppia istantanea prodotta dal motore elettrico.

A proposito di spazio, lo sguardo al bagagliaio ne rivela capienza e dimensionamento, in grado di rispecchiare gli originali obiettivi di spazio anche per il trasporto di bagagli, oppure attrezzi sportivi.

Infine, non è un caso che ‘esperienza di Opel si concretizzi anche nel competitivo listino di Grandland Electric: 40.950 euro per l’allestimento Edition, 43.450 euro per GS, mentre salendo da 520 km di autonomia a 580 km siamo ai 44.450 euro nuovamente di GS. Prezzi interessanti, per un modello che ha superato la sua fase “experimental” diventando una piacevole realtà.
Bruno Bianchi
