Il nuovo Decreto Legislativo sulla sicurezza varato dal governo contiene un inasprimento delle sanzioni per chi getta rifiuti in strada, ma solo se è alla guida.
L’articolo 34-bis del Decreto approvato dal Parlamento, prevede che chiunque sporchi le pubbliche strade gettando rifiuti dai veicoli, sia punito con la sanzione amministrativa da 500 fino a 1.000 euro.
Si tratta di una sanzione molto forte, prevista per scoraggiare la brutta abitudine di sporcare le nostre strade gettando rifiuti e oggetti dal finestrino dell’automobile. Inspiegabilmente per la stessa infrazione, commessa quando non si è alla guida, la sanzione rimane di soli 23 euro.
In uno Stato civile è corretto pretendere comportamenti che tutelino la salvaguardia delle cose comuni, e favoriscano l’incolumità di tutte le persone che in esso vivono. A chiunque fa piacere vivere in città pulite e ordinate, così com’è preferibile poter guidare su strade sicure senza correre il rischio di imbattersi in strani oggetti, incivilmente abbandonati da altri guidatori.
Risulta invece più critico, pensare che debbano essere messe in atto sanzioni così severe per cercare di ottenere comportamenti sensati da parte di chi guida un’autovettura. Senza dimenticare poi, che se l’infrazione viene commessa senza essere alla guida, la sanzione è decisamente più lieve, come se il fattore discriminante fosse il mezzo e non la persona. In sostanza l’automobilista deve pagare di più rispetto al pedone, per aver commesso la stessa infrazione, che comunque non è minimamente connessa al veicolo utilizzato. Sorge spontaneo chiedersi allora, quale dovrebbe essere la sanzione se a gettare i rifiuti fosse un ciclista o un cittadino che si serve di un mezzo pubblico.
