L’evoluzione del FAP

A Peugeot si deve la nascita del FAP. Con il crossover 3008 2.0 HDi, il filtro attivo antiparticolato migliora ulteriormente la propria efficienza. Ora la manutenzione è stata portata a ben 210.000 chilometri.

Parlando di una motorizzazione diesel, oggi è sempre più importante l’adozione di questo filtro. Ma quando ha avuto inizio la sua storia? Nel 2000 Peugeot è stato il primo costruttore, ad introdurre sui propri veicoli a gasolio, la tecnologia FAP (‘filtre à particules’). Oggi l’ultima evoluzione Peugeot associa la capacità di abbattimento delle emissioni, con una ridotta manutenzione. L’intervallo di quest’ultima infatti passa da 180.000 a 210.000 chilometri.

Il filtro attivo antiparticolato è un sistema, che consente l’abbattimento delle emissioni inquinanti, in particolari le polveri sottili. Il dispositivo agisce già nella fase di combustione, attraverso l’aggiunta al gasolio dell’ossido di Cerio (contenuto nell’additivo Eolys). Successivamente alla combustione, questa sostanza consente l’aggregazione delle polveri in parti più grosse, che rimangono intrappolate nel filtro. In questo modo si riducono drasticamente le emissioni inquinanti. L’ossido di Cerio tuttavia, necessita di essere rabboccato all’occorrenza.
La pulizia del filtro avviene in automatico: la post iniezione di gasolio scalda i gas di scarico, che bruciano i particolati accumulati. L’efficienza di questa pulizia consente quindi oggi, su Peugeot 3008 2.0 HDi, l’allungamento della manutenzione a 210.000 km.

Uno studio effettuato dall’istituto ‘Entretiens Louis le Grand’ attesta, con l’unico metodo scientifico riconosciuto, che viene eliminato anche il particolato di dimensione fino a 10 nanometri.

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