Seconda edizione per La Guida Vini della Associazione Italiana Sommelier

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È stata presentata a Milano la seconda edizione di “Vitae”, la guida dei vini 2016 firmata dall’Ais, l’Associazione italiana sommelier. Uno sforzo editoriale non da poco, se si considera che si tratta di ben 2031 pagine, fitte di schede che raccontano i vertici della produzione enoica italiana, da un capo all’altro della penisola.

In totale ben 900 degustatori dell’associazione, suddivisi in 22 commissioni regionali, hanno passato in rassegna 4.000 aziende e assaggiato 30.000 vini. Una mole di dati notevole, sconosciuta alle altre guide, che permette di conoscere anche realtà poco conosciute, quelle di piccoli produttori, validi, ma lontanissimi dalla “show business” delle grandi maison da milioni di bottiglie. E così, accanto ai soliti Solaia, Sassicaia, ai barolo e barbaresco conosciuti, sono stati premiati anche vini come Vallée d’Aoste Fumin 2013 di Ottin, un rosso rubino impenetrabile, ricco, complesso, vinificato dopo un breve appassimento in cassetta e prodotto in sole 7000 bottiglie (20 euro in enoteca); oppure l’Alto Adige Chardonnay Selection R 2013 di Peter Zemmer, ricco e luminoso e con un grande futuro davanti a sé, che solo 4.000 fortunati potranno bere (prezzo consigliato 16 euro).

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Insomma, una guida ricca e ben fatta, con un metodo di valutazione che assegna le Viti, da una a quattro, per premiare la qualità delle singole etichette. Oltre a queste, la Guida premia con il Tastevin i vini che si pongono quali modelli di riferimento di indiscusso valore nella rispettiva zona o che hanno strappato all’oblio e riportato all’attenzione degli appassionati alcuni vitigni dimenticati, risvegliando l’interesse di altri produttori. Insomma, le “avanguardie di vigna”, che quest’anno sono 25.

Per presentare la guida, l’Associazione non ha badato a spese, organizzando una tre giorni di degustazioni (a margine del 49° congresso), svoltesi in parte nelle sale dell’Hotel Westin Palace di Milano e il nuovo spazio The Mall, proprio sotto la Diamond Tower, nella nuova zona modaiola di Viale della Liberazione, proprio dietro piazza Gae Aulenti.

In degustazione tutte le quattro viti (oltre 400 vini), con chicche introvabili e costosissime, come Il Barolo Monfortino di Conterno, il Taurasi vigna Quintodecimo o il Brunello di Montalcino di Sslvioni.

Marco Latour

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