Quanto costa veramente la benzina?

La sosta alla pompa di benzina si fa sempre più cara. La responsabilità degli aumenti viene abitualmente addossata ai produttori di combustibile, tuttavia pesa anche il ruolo dello Stato, in termini di accise ed imposte.

Il costo del carburante incide parecchio sulla gestione economica di una famiglia. Supponendo un chilometraggio medio di 20.000 km annui, con consumi medi di 13 km/l, il costo annuo supera i 2.000 euro. Ovvio puntare il dito sui componenti del costo della benzina.

In un documento (pubblicato dal Ministero dello Sviluppo Economico) sono riportati i valori relativi al periodo di marzo 2010. Per semplicità analizziamo il costo della sola benzina, tralasciando gasolio e altri combustibili.
Il prezzo alla pompa di 1,352 euro è già comprensivo del 20% di IVA. Stornata questa componente, troviamo due differenti valori. Il primo è pari a 0,564 euro, e rappresenta l’accisa, ovvero le tasse che vengono praticate sui combustibili in Italia. Il secondo di 0,563 euro, è invece il costo del carburante comprensivo degli oneri di raffinazione, trasporto, stoccaggio del combustibile e il margine dei produttori.
Da un rapido calcolo, emerge che lo Stato con le sue accise pesa per il 53%. Un peso che sale fino al 61% considerando l’IVA, che finisce sempre nelle casse dello Stato. Tra l’altro va evidenziato, il fatto che l’IVA venga calcolata anche sull’accisa, che è sempre un’imposta.

Gli aumenti, solitamente, giungono dall’aumento del costo della produzione di combustibile, ma il peso statale resta comunque elevato. Prevedere il futuro è difficile, tuttavia l’aumento di fonti di propulsione alternativa, potrebbe portare ad un risparmio. A condizione che gli interessi dei produttori e le accise statali, non seguano anche le future fonti di alimentazione.

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