Questo importante libretto ‘decide’ il valore del nostro veicolo da vendere o acquistare usato. Ma da dove arriva, quali sono le fonti dei dati pubblicati? In cosa differiscono la versione gialla e quella blu?
Nel 1957, in Germania iniziò l’osservazione sistematica delle quotazioni di auto usate, da parte di Hans Schwacke, a Francoforte sul Meno. Il risultato di questa ricerca fu pubblicato su un listino, che dopo qualche anno venne esteso anche ad altri paesi, con il nome Eurotax. Da quel momento Eurotax ha assunto la forma di una organizzazione internazionale, che opera in Austria, Belgio, Olanda, Spagna, Svizzera, Germania, Francia, Portogallo, Italia ed in espansione anche sui nuovi mercati dell’est europeo (Bulgaria, Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria, Polonia, Romania, Russia, Slovenia). In ciascun paese, il monitoraggio continuo del settore motoristico, con le relative tendenze, giunge a determinare i valori dei veicoli usati, riportati nelle pubblicazioni Eurotax.
I dati pubblicati sono raccolti attraverso oltre 500 concessionari distribuiti su tutto il territorio nazionale, numero in continua espansione. Vengono regolarmente tenute apposite riunioni tra concessionari, con l’obiettivo di dare supporto e contenuti a questa indagine sul valore dei singoli modelli.
Le valutazioni riportate esprimono la media ponderata delle valutazioni applicate nelle diverse zone, in funzione del rapporto domanda-offerta. I dati sono poi a disposizione di concessionari, operatori del settore, compagnie di assicurazioni, società finanziarie e di leasing, noleggiatori, periti, tribunali e dogane.
Infine, sono due le versioni di Eurotax: una di colore ‘blu’ che rappresenta il prezzo a cui concessionario valuta il veicolo da ritirare, ed una di colore ‘giallo’ con il prezzo a cui potrà proporre lo stesso veicolo sul mercato. La differenza tra i due importi, è giustificata dal guadagno dello stesso concessionario e dall’obbligo di fornire un anno di garanzia. L’aggiornamento di questo prezioso libretto è mensile.
