Quasi la metà degli incidenti stradali in Europa è imputabile all’alcol: tra il 40 e il 55 per cento del totale, in base al paese. ACI ha analizzato la situazione, relativamente alla nostra nazione.
In Italia 9 conducenti ubriachi su 10 sono uomini e uno su tre ha meno di 28 anni, ma il fenomeno è in aumento soprattutto tra le donne (+2 per cento dal 2000). I momenti più a rischio sono la notte (58 per cento degli incidenti) e il weekend (54 per cento). L’attività di vigilanza da parte delle Forze dell’Ordine è fortemente cresciuta: i controlli anti-alcol sono aumentati del 460 per cento sulle strade negli ultimi tre anni, superando quota 1,4 milioni, ma c’è ancora tanto da fare se si pensa che è stato fermato solo il 4 per cento dei guidatori patentati e ci sono solo 1,7 etilometri per provincia.
Lo studio effettuato dall’ACI è intitolato “La guida in stato di ebbrezza nel contesto internazionale”.
“Bisogna unire le forze e condividere le iniziative per ottenere fin da subito risultati concreti nella lotta alla guida in stato di ebbrezza – ha dichiarato il presidente ACI, Enrico Gelpi, nel suo intervento di apertura del Forum delle Polizie Locali – impegnandoci tutti per allineare i risultati delle attività di prevenzione nel nostro Paese con il resto d’Europa. Ovviamente il primo obiettivo è rivolto all’educazione dei conducenti, i quali devono improntare i loro comportamenti al principio secondo cui chi guida non beve. Con questa logica diventerebbero superflui i messaggi confusi che calcolano il numero dei bicchieri compatibili con la guida”.
“La strategia di intervento comune poggia su tre punti chiave – ha sottolineato Gelpi – che sono: il più costante presidio del territorio da parte delle Forze di Polizia; la riscoperta del valore rieducativo della sanzione amministrativa; una più adeguata e moderna formazione non solo tecnica dei conducenti”.
