
L’originalità di Dacia Duster conquista al primo sguardo. Motori efficienti e lo schema agile, lo rendono efficace sia su asfalto che in fuoristrada, con un listino contenuto, frutto delle scelte in tema di dotazione.
DESIGN
La carrozzeria di Dacia Duster salta subito all’occhio. Le forme evocano il mondo fuoristrada, al tempo stesso ne indirizzano l’utilizzo anche nella guida quotidiana. Il frontale largo e alto si abbina ai generosi passaruota, e incorpora i proiettori anteriori dal design quadrato, intonato con la piccola mascherina cromata anteriore e con il logo Dacia. Posteriormente troviamo una carreggiata abbondantemente sottolineata dalle grosse spalle, mentre le luci di coda più piccole e verticali si inseriscono in un portellone particolarmente lavorato. Il lavoro fatto al posteriore alza parecchio la coda e carica la vettura in avanti, mantenendo un giusto equilibrio tra le linee verticali e quelle orizzontali.
L’andamento del tetto è spezzato dalla presenza di voluminose e lavorate barre longitudinali, che alzano la vettura e accentuano la caratterizzazione off road. I 4,3 metri di lunghezza offrono linee dall’andamento morbido, accoppiata ad un’estesa finestratura, sia laterale che per quanto riguarda il portellone posteriore. Sulla versione in prova i mancorrenti, le pedane, le calotte dei retrovisori e i rinforzi sotto il paraurti anteriore e posteriore, sono rifinite con effetto grigio satinato, esaltandone ulteriormente la personalita’.
INTERNI
In Duster troviamo un abitacolo curato, semplice e razionale. I materiali della plancia non sono morbidi al tatto e non sono presenti gadget vari, tuttavia tutto è ben distribuito ed assemblato con cura. La strumentazione mista offre i due riquadri analogici con lancetta per giri e velocita’, abbinati ad un gruppo centrale di spie di servizio ed al display con i dati del computer di bordo. Le rimanenti spie sono distribuite nei due riquadri analogici.
La console centrale parte dall’alto con l’autoradio mp3 (optional), mentre scendendo troviamo i comandi di finestrini anteriori elettrici, serrature, sbrinatore lunotto e frecce hazard. C3^ poi il turno dei tre elementi circolari del climatizzatore manuale ed infine del selettore trazione, ESP e finestrini. Gli spazi di stivaggio sono piuttosto limitati, con due portabicchieri davanti alla leva del cambio, cui si aggiunge quello posteriore dietro il freno di stazionamento. Passando al confort di bordo, troviamo misure adatte ad ospitare i cinque occupanti, con buono spazio per gambe e testa anche per i passeggeri posteriori. La larghezza ai gomiti consente di stare comodi, mentre rimane più limitato il passeggero centrale del divanetto posteriore.
BAGAGLIAIO
Il generoso bagaglio soffre l’altezza della coda, ed è posizionato a circa 78 centimetri di altezza da terra. Tuttavia la capienza di 408 dm3 (della versione 4×4 con ruota di scorta di dimensioni normale, ospitata sotto il pianale di carico) si abbina ad una superficie di carico particolarmente aperta. Abbattendo poi nel rapporto 60/40 il divanetto posteriore, il volume si estende a 1.570 dm3. La zona di carico è coperta da una tendina in tessuto con due posizioni, semplice ma funzionale nell’utilizzo.
MOTORE
Il collaudato 1.5 dCi con alimentazione a gasolio, turbocompressore con geometria variabile e 110 CV, viene utilizzato su diversi modelli Renault e Nissan. E’ da tempo riconosciuta la sua validità sia in termini di prestazioni, sia per economia dei consumi. Abbinato ad un cambio a sei rapporti, il 4 cilindri diesel ha una erogazione piena e corposa fin dai regimi più bassi, sfoderando una coppia massima di 240 Nm disponibili già a 1.750 giri. Allo stacco da fermo si avverte la rapportatura volutamente corta della prima marcia, una soluzione adottata per ovviare alla mancanza di un riduttore, con l’obiettivo di agevolare i passaggi in offroad e le partenze a pieno carico in salita. A velocità autostradali si apprezza la lunghezza della sesta marcia, che consente di abbassare i regimi, diminuendo i consumi e garantendo comunque adeguata ripresa nei sorpassi.
Dove questa unità pecca, è sotto il profilo della rumorosità, avvertibile da fermo e in partenza, meno in viaggio. Sul fronte dei consumi si raggiungono facilmente percorrenze medie di 15/16 chilometri con un litro di carburante tra città ed extraurbano, sfiorando i 20 in extraurbano. Le emissioni della versione integrale sono pari a 145 grammi di CO2 per chilometro.
SU STRADA
La vista sopraelevata caratterizzata dall’impostazione offroad di Dacia Duster, permette di avere sotto controllo i quattro angoli della vettura, anche negli angusti spazi urbani. La posizione di guida è riuscita, grazie al sedile regolabile manualmente sia in altezza che in profondita’, mentre il volante può essere regolato unicamente in altezza. La frizione morbida si abbina ad un cambio sufficientemente preciso negli innesti ma non particolarmente morbido, ed uno sterzo leggermente sostenuto, che però garantisce buona direzionalità e corretta risposta alle sollecitazioni. I sensori di parcheggio non sono disponibili, quindi dietro è bene sfruttare al meglio i generosi specchietti laterali.
L’altezza da terra e lo schema di sospensioni Mac Pherson a bracci triangolari davanti e a bracci multipli dietro (la configurazione del posteriore è esclusiva della versione 4×4), permettono un’adeguata risposta, facilitando l’assorbimento delle asperità in citta’, ed offrendo buon confort di viaggio per tutti gli occupanti. Passando ai tratti più guidati, la compattezza strutturale di Duster, con le carreggiate allargate e il peso contenuto, permette di guidare al meglio. Assenti fastidiosi coricamenti laterali in curva, con una discreta rigorosità nel seguire la traiettoria impostata. Da segnalare che il dispositivo ESP, è disponibile solo sull’allestimento ‘Laureate’ (come optional).
ALLMODE 4X4-i
L’indole fuoristradistica trova conferma nell’adozione del dispositivo ALLMODE 4X4, con differenziale a giunto elettromagnetico di origine Nissan. L’impiego di questo sistema permette l’utilizzo con le sole ruote motrici anteriori (2WD) oppure con una distribuzione automatica della trazione tra gli assi anteriori e posteriori in funzione dell’aderenza (AUTO). Tale ripartizione può poi essere bloccata al 50 per cento tra i due assi (LOCK) per affrontare i passaggi più impervi. Le varie posizioni, sono attivabili tramite una comoda manopola, posizionata a ridosso del cambio.
L’altezza da terra e lo schema telaistico agile, si abbinano ad un peso contenuto della vettura, che le permette di uscire anche da situazioni più critiche. Gli angoli di attacco, centrale ed uscita misurano rispettivamente 30, 23 e 36 gradi.
FILOSOFIA LOW COST
La nostra prova di Dacia Duster evidenzia la validità del rapporto qualità prezzo offerto dal costruttore. L’impostazione dell’abitacolo, e lo sfruttamento di componenti presenti su più modelli non solo consente un contenimento del listino, ma permette di sfruttare l’elevata affidabilità dei componenti. Se salendo a bordo non troviamo una console di ultima generazione, l’autoradio non è integrata nella plancia, oppure ancora i materiali non sono morbidi al tatto, non possiamo certo dire che la funzionalità venga meno. A fronte di ciò, il listino rimane più che abbordabile, permettendo ad un pubblico allargato di salire a bordo di una vettura 4×4 con valide caratteristiche tecniche. A tutto questo si aggiunge un design fresco, particolarmente riuscito, ed in linea con le aspettative della clientela.
PRO
Design
Consumi
Capacità offroad
Rapporto qualità prezzo
CONTRO
Sterzo sostenuto
ESP a pagamento solo per alcune versioni
