Salone Auto 2019: il futuro non inizia da Ginevra

Si è appena aperta l’edizione 2019 del Salone dell’Auto di Ginevra, una puntata decisamente sottotono rispetto ai fasti del passato, che non riesce a disegnare in maniera chiara il futuro dell’auto. Di certo sarà parecchio diverso rispetto a come viene conosciuto oggi, ma per avere le idee più chiare occorre attendere il prossimo appuntamento internazionale di Francoforte.

Solo a settembre, dall’IAA Salone dell’Auto di Francoforte, avremo le idee più chiare su come si modellerà la mobilità privata. Le più importanti novità elettriche, ad un listino accessibile per il grande pubblico, sono infatti attese per la fine di quest’anno con relativa presentazione proprio a Francoforte. Per quanto riguarda invece Ginevra 2019, l’assenza di importanti marchi condiziona certamente la qualità generale di un Salone che da sempre è il punto di riferimento per gli appassionati europei.

Tra i marchi assenti anche Jaguar, che ha vinto il premio di ‘Auto dell’anno’ con la sua elettrica I-Pace, potente suv da oltre 80.000 euro in grado di rappresentare in maniera emblematica l’incertezza che oggi contraddistingue i costruttori, e di riflesso i potenziali acquirenti. Il nuovo limite di emissioni in vigore da gennaio 2020, rappresenta un vero e proprio conto alla rovescia che sta condizionando parecchie scelte dei costruttori, pronti a sfornare prototipi per testare le reazioni del pubblico ed individuare la strada meno rischiosa da seguire; dal punto di vista produttivo, ancor prima di quello commerciale.

Diversi marchi presenti a Ginevra 2019 hanno già segnalato che non ci sono certezze per la partecipazione all’edizione 2020 del Salone, gettando una pesante ombra sul futuro di questa storica manifestazione. D’altro canto gli stessi svizzeri che ospitano l’evento, sono piuttosto eloquenti: la città di Ginevra è praticamente sprovvista di colonnine di ricarica per il grande pubblico.

Una ulteriore conferma dei dilemmi di un’industria che si trova di fronte ad un punto di svolta, verso un futuro che ha solo una certezza: i protagonisti non saranno quei potenti e costosi suv elettrici che vengono oggi premiati come ‘Auto dell’anno’.

Bruno Bianchi

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