Interviste 2018: Michele Crisci – Volvo

Michele Crisci è Presidente ed Amministratore Delegato di Volvo Italia, ma le sue competenze lo vedono anche nel ruolo di Presidente di UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere che operano in Italia. Un doppio ruolo, che aggiunge valore alla sua testimonianza, in un momento di profondo cambiamento del mercato della mobilità privata.

L’occasione della nostra intervista, è legata alla anteprima italiana di Volvo V60 Cross Country, e coincide con la celebrazione di un settembre dal segno estremamente positivo per il marchio svedese, grazie ad un epocale +39% nelle consegne.

“Settembre è stato un mese veramente straordinario – esordisce Michele Crisci – grazie a quasi 2000 immatricolazioni, 1,5% quota di mercato e l’acquisizione di ulteriori ordini per vetture che stiamo per consegnare con +30% sulle vendite dello scorso anno sullo stesso periodo.”

Il successo italiano fa eco a quello mondiale di Volvo, che si appresta un altro anno record sia dal punto di vista commerciale, sia dal punto di vista finanziario. Ma le priorità che garantiranno la crescita dei prossimi anni rimangono identiche: tanta sicurezza a bordo delle vetture (cavallo di battaglia del costruttore, che ha dichiarato al mondo la volontà di azzerare gli incidenti stradali ed i decessi), a cui si aggiungono elettrificazione e guida autonoma.

Alla base del successo di Volvo, va riconosciuto il valore di un design che ha già fatto scuola, grazie ad un frontale che diversi costruttori hanno pensato di adottare su modelli di ultima generazione.

“Thomas Ingelath è un designer unico al mondo, ed ha reso i frontali di Volvo inconfondibili, non solo grazie alla ‘T’ dei fari, ma in generale con la calandra e le declinazioni del cofano – conferma Michele Crisci – e vedere che molti ci stanno inseguendo ci rende orgogliosi. A questo punto ci tocca innovare nuovamente, anche perché grazie al cambio di motorizzazioni che porta l’elettrico, le vetture non necessitano del radiatore, con una conseguente evoluzione decisamente interessante che vedremo presto”.

In Europa c’è grande attesa anche per l’arrivo del marchio Lynk & Co, di proprietà dello stesso Gruppo Geely cui appartiene Volvo.

“In Asia ci sarà una distribuzione tradizionale, mentre in Europa ad oggi si è deciso di procedere con l’attività commerciale esclusivamente via web, e solo con il concetto di abbonamento. C’è grande attesa per questo marchio, anche perché le vetture sono molto belle, nuove dal punto di vista del design, e la tecnologia di bordo è Volvo, quindi potenzialmente si tratta di una ottima risposta per il mercato italiano in fasce di prezzo meno impegnative, rispetto a Volvo ed a Polestar”.

Approfittiamo del doppio ruolo di Michele Crisci, per commentare la prospettiva del mercato italiano, alla luce degli ultimi dati di vendita: “la prospettiva è che il mercato stia rallentando, sia per le facilitazioni fiscali dello scorso anno che ora si sono esaurite, sia perché i consumatori sono confusi. Il dibattito sul Diesel, comune a tutta l’Europa, mostra un approccio ancora ambiguo perché non chiarisce la relazione tra tutela dell’ambientale ed incentivazione nel passare alle ultime tecnologie meno inquinanti”.

Non ultimo, traspare una chiara preoccupazione per le infrastrutture della mobilità elettrica “tutti i costruttori si stanno spostando sull’elettrico, quindi a breve l’offerta sarà completa, ma se l’Italia non andrà a premiare le aziende (hotel, ristoranti, cinema, supermercati) che si vogliono dotare di strutture di ricarica, la diffusione di questa tecnologia sarà penalizzata. E’ impensabile dotare le abitazioni ed i condomini di strutture di ricarica in grado di soddisfare tutti gli utenti, l’unica alternativa immaginabile è un meccanismo di ricarica continua, così come avviene per i nostri smartphone.  Ogni volta che la vettura si ferma per 10-15 minuti, dobbiamo avere la possibilità di ricaricarla, ed è l’unico modo per saltare a bordo di questa nuova tecnologia. Non possiamo andare a colpi di blocco del traffico” – conclude in maniera decisa Michele Crisci.

Bruno Bianchi

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