Al Salone dell’Auto di Ginevra 2011, Volvo toglie i veli al nuovo modello V60 ibrido plug-in. La vettura è già pronta per la produzione e il costruttore dichiara emissioni di CO2 al di sotto dei 50 g/km e consumi pari a 1,9 l/100 km.
Con V60 ibrido plug-in Volvo punta ad affermarsi come il primo costruttore automobilistico presente sul mercato a proporre questa nuova categoria di auto ibride. Questo risultato sfrutta la stretta collaborazione con l’azienda di forniture energetiche svedese Vattenfall.
La fisionomia della vettura riprende lo spirito di accattivante station wagon di V60, che è stato apprezzato dal pubblico. Il propulsore a combustione è il turbodiesel D5 a cinque cilindri da 2,4 litri di cilindrata, capace di 215 cavalli di potenza massima e 440 Nm di coppia. Quest’unità aziona la motricità sull’asse anteriore, mentre dietro troviamo il sistema ERAD (Electric Rear Axle Drive, trazione elettrica dell’asse posteriore) ovvero un motore elettrico da 70 cavalli, alimentato da un pacco batterie agli ioni di litio da 12 kWh. La trasmissione è affidata ad un cambio automatico a 6 rapporti.
In attesa del debutto di Volvo V60 ibrido plug-in, che avverrà a in occasione della conferenza stampa di Ginevra, Stefan Jacoby, Presidente e Amministratore Delegato di Volvo Cars, spiega la filosofia di quest’auto: “Per far sì che i veri appassionati di auto adottino una mentalità ecologica, è necessario offrire loro la possibilità di guidare auto che emettano poca anidride carbonica, pur senza privarli della scarica di adrenalina che genera il vero piacere di guida. La V60 ibrida plug-in ha tutte le qualità classiche di una vera sport wagon. Non abbiamo fatto altro che ravvivarne l’essenza con una tecnologia d’avanguardia.”
