Quale auto comprare nel 2023: benzina vs ibrido vs elettrico

Il nuovo anno continua a porre il dubbio amletico sulla scelta della propulsione per l’acquisto della prossima vettura. Scopriamo come orientarsi tra le differenti offerte, che innescano comprensibili dubbi sul valore futuro della vettura.

I costruttori non sembra siano d’aiuto nel facilitare l’individuazione della migliore strategia d’acquisto. La parola ‘elettrificato’ che viene sempre più citata, evoca ‘elettrico’, ma di fatto sta a significare che a bordo si trova un motore elettrico, che abitualmente affianca un motore benzina, e serve solo per facilitare le ripartenze al semaforo, oltre al recupero di energia nell’uso cittadino.

Sono le vetture mild-hybrid, che arrivano anche percorrere fino a 2 km in modalità elettrica, quando invece sono ‘full hybrid’. Questi ultimi sono tipicamente abbinati ad un cambio automatico a variazione continua, dalla docile accelerazione, meno appagante durante la guida più dinamica.

Rimane infine l’ibrido plug-in, ovvero quello con la spina che permette di ricaricare la batteria di trazione per un’autonomia di circa 50 chilometri.

Andando oltre il capitolo ‘elettrificate’, troviamo le 100% elettriche: le uniche in grado di aderire al concetto di sostenibilità ambientale, grazie alle emissioni costantemente uguali a zero. In questo caso, occorre però dotarsi di una postazione di ricarica domestica: operazione che potrebbe risultare piuttosto complessa per chi ha il box condominiale. È invece più facile per chi ha una abitazione unifamigliare, dove probabilmente l’installazione della wallbox sarà accompagnata da un adeguamento della potenza dell’impianto domestico.

L’unica certezza nella scelta della propulsione, rimane oggi il balzo in avanti dei listini per le vetture endotermiche, benzina o Diesel, dall’anno 2020 appesantiti dai 95 euro per ogni grammo di CO2 in eccesso sopra i 95 grammi, soldi che ogni costruttore deve versare all’Unione Europea. In questo modo, le citycar sono praticamente scomparse dai radar, difficile trovare una vettura di segmento A dal listino inferiore a 15.000 euro.

Non a caso i valori espressi nelle pubblicità di ogni modello parlano oggi di un costo mensile, aggirando quel confronto con la realtà che la visita dal concessionario renderà subito evidente.

Bruno Bianchi

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