Chrysler-Fiat? No, Fiat-Chrysler

‘Fiat è il partner giusto per salvare Chrysler’. Così il presidente USA Barack Obama commenta l’accordo, siglato tra l’amministratore delegato di Fiat Sergio Marchionne, e il terzo colosso dell’industria automobilistica americana. Ma non doveva accadere il contrario?

In passato siamo stati abituati a vedere le aziende italiane in difficoltà, ricorrere agli aiuti di partner stranieri. Ora invece si sta verificando esattamente l’opposto. Fiat, con la sua tecnologia, flessibilità, estensione di gamma e attenzione all’ambiente, può dare un grosso aiuto a Chrysler.

E’ la rivincita della creatività italiana, della capacità di sopravvivere nei momenti difficili. Fiat, in profonda crisi negli anni 2002/2003, ha capito che per restare sul mercato bisognava fare automobili, e farle bene. Ha abbandonato settori di business marginali per concentrarsi a creare modelli nuovi, tecnologicamente e stilisticamente avanzati, ecologici, parchi nei consumi.

L’azienda torinese ha creato un prezioso know-how, che ora intende utilizzare per conquistare il mercato americano insieme ad un partner di prestigio. Tutto ciò sotto l’egida del miglior testimonial che un’azienda potesse mai sperare di avere. L’uomo più potente del mondo, che sponsorizza la filosofia vincente del ‘Made in Italy’ globalmente riconosciuta.

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