I costruttori hanno di recente introdotto il sistema di iniezione diretta di benzina. Vediamo in cosa consiste, come opera, ed i vantaggi di questa tecnologia.
L’introduzione dell’iniezione diretta si deve ai giapponesi, ancora prima degli anni 2000. Sino ad allora si utilizzava lo schema di iniezione indiretta, ovvero il combustibile veniva spruzzato all’interno del condotto di aspirazione, per poi entrare nella camera di combustione.
La nuova tecnologia prevede invece l’iniezione della benzina, direttamente all’interno della camera di combustione. In tal modo l’iniettore non è più posizionato nel condotto, ma si trova direttamente sulla testata del motore. La soluzione si è resa possibile per l’elevato livello tecnologico raggiunto, che consente la gestione dei processi di combustione in maniera più efficiente.
I vantaggi di questa soluzione si traducono in minori consumi, minori emissioni e maggiori prestazioni. L’abbattimento dei consumi, avviene principalmente attraverso la variazione del rapporto stechiometrico (aria-benzina). In particolare ai carichi medi del motore (per esempio a velocità costante), la centralina comanda una quantità di carburante inferiore, che impoverisce la miscela e favorisce i minori consumi.
Tuttavia possono sorgere due problemi: garantire l’accensione della miscela più povera di benzina, ed eliminare l’elevato livello di gas tipo Nox (dovuto alla miscela magra). La soluzione al primo problema, si realizza attraverso una stratificazione della camera di combustione. La parte superiore viene riempita con una miscela più ricca di benzina, che garantisce l’accensione della restante miscela, più povera di benzina. In merito alla riduzione di emissioni, si provvede invece al recupero dei gas di scarico, che vengono incanalati nuovamente nella camera di combustione, riducendo la presenza di ossigeno.
