Avanguardia tecnologica per i motori PSA

eat6

Nei gruppi automobilistici, è assolutamente normale che i differenti marchi al suo interno traggano vantaggio dalle tecnologie proprietarie sviluppate da una divisione Ricerca e Sviluppo sempre più casa comune. PSA non è da meno, con la equa ripartizione di una componentistica sempre più raffinata.

Tanto per iniziare il cambio automatico EAT6, che su diversi modelli PSA ha ridato vigore a questa tipologia di trasmissione. In particolar modo, sul 2.0 Diesel da 180 CV abbiamo riscontrato la validità della sinergia con il motore, con cambiate fluide e reattive.

Cambio EAT6 Peugeot, Citroen, DS

Miglioramenti anche sul fronte dell’efficienza, con una riduzione di 13 gr/km di CO2. Un risultato non indifferente, che avvantaggia di riflesso le emissioni totali di ogni singola vettura su cui questo cambio è montato.

Dal punto di vista pratico, il tempo di cambiata rispetto alla precedente generazione si è praticamente dimezzato, senza contare che è ora disponibile la doppia scalata (in modalità automatica) usando le palette al volante: in pratica, è possibile scendere di due marce, senza passare da quella intermedia.

Altro punto di forza, la simbiosi con l’avanzato Start&Stop, oggi il più avanzato sul mercato grazie alla ‘micro ibridazione’ come riscontrato durante i nostri test su strada.

1_2LPureTech

Dal cambio, al tema dei motori di ultima generazione con PureTech per i benzina, i 3 cilindri turbo che offrono prestazioni ottimizzate, riduzione di emissioni e consumi, ma sopratutto piacere di guida.

La presenza del turbo ha di fatto aggiunto carattere ai motori, con potenze che raggiungono i 130 CV, in un 1.2 che qualche anno fa sarebbe stato relegato al ruolo di motore da citycar.

2.0-BlueHDi

Analogo avanzamento per i motori Diesel, che ora con la classe BlueHDi propongono più coppia e potenza con maggiore rispetto per l’ambiente, ed un occhio di riguardo ai consumi.

Al centro di questi risultati, il sistema SCR che interviene tra motore e convertitore catalitico trattando il particolato grazie anche all’additivo AdBlue. L’intervento del Filtro Anti Particolato (FAP) al termine del processo combustione, fa il resto senza impattare su consumi e prestazioni.

Vantaggi importanti, in particolar modo ora che i riflettori sono puntati sulle emissioni dei motori Diesel.

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