
Impossibile resistere al fascino dei 684 km, che compongono il più attraente degli itinerari alpini. Oltre 16 cime tra le più alte, con ben sei passi che superano i 2.000 metri. Un’esperienza che spiazza al primo passaggio, per poi creare subito dipendenza, tanto sono unici e intriganti i percorsi.
Ogni motociclista appassionato di turismo dovrebbe porsi l’obiettivo di fare almeno un tratto, se non il percorso completo (anche a più riprese) di questo imperdibile itinerario.

Il sito ufficiale della Route des Grandes Alpes oggi invita esclusivamente i ciclisti a percorrere le curve di un itinerario che è un autentico punto di riferimento a livello planetario. Le eccellenti condizioni dell’asfalto, su cui annualmente gira il Tour de France, sono una garanzia della qualità con cui i francesi curano questo pezzo di storia delle due ruote.
Attenzione quindi a non trovarsi sulle strade del Tour negli stessi giorni in cui ha luogo la kermesse ciclistica. Come sempre, anche l’apertura dei passi va verificata, visto che fino a primavera inoltrata esiste il rischio di chiusura causa neve.
La Route des Grandes Alpes va affrontata senza foga, per comprenderene pienamente il valore paesaggistico, ed integrarsi con la bellezza di una natura dalle differenti sfumature.
Certamente, durante il fine settimana la frequentazione di queste iconiche strade aumenta in maniera esponenziale. In compenso, in Francia anche il mese di agosto non è considerato alta stagione, quindi diventa più facile trovare adeguate sistemazioni alberghiere.

Per godere a pieno del divertimento offerto da questo itinerario, meglio partire con un bagaglio leggero, visto che la salita ad ogni passo è una autentica impresa da cui prendere il meglio in termini di piacere di guida.
Le differenti altitudini che si attraversano durante la giornata, impongono attenzione anche nell’abbigliamento e nella protezione dalla pioggia che potrebbe manifestarsi maggiormente durante le ore del pomeriggio.

Scesi dalla moto, diventa facile organizzare escursioni, seppure buona parte degli impianti non siano operativi durante il periodo estivo.

Lo scarso affollamento, consente comunque di trarre vantaggio da una gastronomia in cui i formaggi dominano. Attenzione però, perché gli abusi si faranno sentire il giorno dopo, quando si riparte per la successiva tappa di questo entusiasmante tour.

Malgrado internet, una buona mappa continua ad essere il sistema migliore per pianificare il percorso ed individuare le migliori situazioni per la sosta, sia quella dell’indispensabile pranzo, sia per il pernotto. L’attraversamento dei differenti parchi regionali potrebbe anche invogliare a soste di più giorni, visto che i centri di villeggiatura non mancano anche in alta quota.
Sono parecchi i ciclisti che in Francia amano queste strade, va quindi ricordarto che occorre stare ad almeno 1,5 metri di distanza da loro in fase di sorpasso.
Se invece dovete effettuare una trasferta autostradale, il vantaggio in Francia è a misura di portafogli. Pagando il pedaggio nei caselli con personale, si risparmia il 50% rispetto ad una normale vettura. Davvero un bel contrasto con i costi del nostro Belpaese.
La severità dei controlli francesi è invece proverbiale, così se volete fare anche una semplice una foto al paesaggio, meglio parcheggiare la moto per non incorrere in spiacevoli sanzioni.
In ogni caso, come sempre sulle 2 ruote sono il buon senso e l’educazione stradale a fare il resto, per godere pienamente di questo indimenticabile itinerario da 10 e lode.
