
Il terreno ideale di Wrangler rimangono le strade non asfaltate, anche in questa ultima generazione con motore da 200 CV, e la trazione integrale che rende Jeep inarrestabile.
DESIGN
Sono pochi i veicoli che a livello planetario hanno raggiunto il livello di icona. Jeep Wrangler è uno di questi, e la griglia frontale a 7 feritoie è una firma che da sempre distingue tutta la gamma Jeep. In questa ultima generazione, le dimensioni si sono fatte più abbondanti, consentendo l’affiancamento di una versione passo lungo alla classica originale. Come sempre, tanto muso e parte posteriore quasi mozzata, con la ruota di scorta appesa a fare da ulteriore firma nella visuale posteriore. E’ appesa allo sportello bagagli, che si apre lateralmente, mentre il lunotto scorre verso l’alto. L’intera cabina è smontabile, per trasformare Wrangler in una cabrio offroad, eventualmente da proteggere con una capote dedicata, altro simbolo di casa Jeep. Completa il gioco delle personalizzazioni, l’abbattimento del parabrezza, che ora richiede qualche manovra in più rispetto al passato, e la rimozione delle portiere.
INTERNI
La proiezione verticale della plancia, evoca ancora una volta le precedenti generazioni di Wrangler, presentandosi comunque in linea con i tempi moderni per quanto riguarda la dotazione. I differenti richiami bianchi dell’allestimento Polar, rendono particolamente vivace un interno dominato dalla colorazione nera delle plastiche. La strumentazione è completa, ma la particolare grafica dell’allestimento Polar la rende poco leggibile nell’utilizzo pratico.

A proposito di praticita’, nel salire o scendere a bordo, viene apprezzato lo scalino esterno, così come il maniglione lato passeggero: utili appoggi che consentono di accedere a Wrangler con maggiore facilita’, vista l’altezza da terra. I passeggeri posteriori, devono fare una ulteriore manovra, facendo scorrere il sedile anteriore, che dispone di un rialzo finale, per liberare spazio utile alla salita o discesa. Il divano posteriore presenta spazio per due ospiti, ora decisamente più comodi rispetto al passato. In linea con lo spirito libero che suggerisce sempre nuove avventure con Wrangler, l’abitacolo è lavabile, grazie alla presenza di pratici tappi di scarico.
BAGAGLIAIO
Il posteriore corto di Wrangler ha sempre costretto a sacrifici importanti per il trasporto di bagagli. Ma le soluzioni ora adottate si dimostrano in linea con lo spirito versatile di questo veicolo. A proposito di misure, i 142 litri disponibili diventano facilmente 430, grazie al ripiegamento del sedile posteriore, che crea una superficie perfettamente liscia. Non è uno spazio da record, ma rimane comunque apprezzabile, viste le dimensioni generali. Il piano di carico nasconde un comodo ripiano, ideale per il posizionamento di piccoli attrezzi che servono sempre nel fuoristrada.
La ruota di scorta, rimane vistosamente agganciata al portellone posteriore: una tradizione che viene rispettata generazione dopo generazione anche per la praticità nel fuoristrada.
MOTORE
Il CRD 2.8 turbodiesel 16V di classe DOHC che equipaggia questa versione di Wrangler, si mostra generoso dal punto di vista prestazionale, con 200 cavalli (147 kW) a 3.600 giri, e 460 Nm di coppia già disponibili a 1.600 giri per il modello in prova con cambio automatico. Da notare che la versione con cambio manuale mostra una coppia inferiore, con 410 Nm a 2.600 giri. I classici 0-100 km/h vengono raggiunti in soli (è il caso di dirlo vista la massa) 10,6 secondi, mentre la velocità massima è di poco superiore a 170 km/h.
Consumi dichiarati in 8,1 litri nel ciclo combinato, ancora una volta per il cambio automatico, mentre il manuale guadagna 1 litro ogni 100 km. L’automatico in dotazione, è un 5 rapporti con possibilità di selezione sequenziale, direttamente dalla leva cambio.
Sulla strumentazione, una zona ‘verde’ sul contagiri, tra i 1.000 ed i 2.000 giri, ricorda che mantenere i giri in questa area consente consumi tutto sommato accettabili. Nel display appare anche una scritta ‘ECO’, per rinforzare il concetto che sfruttare i cavalli disponibili ha una inevitabile contropartita.
TRAZIONE INTEGRALE
La modalità standard con cui Wrangler viaggia su asfalto, è la trazione sulle sole ruote posteriori, ma è possibile inserire (anche in movimento) la trazione integrale part-time Command-Trac NV241 a due velocita’, con rapporto per le marce ridotte di 2.72:1 e differenziale posteriore autobloccante Trac-Lok, equipaggiato di serie sulla versione Polar in prova. L’inserimento delle ridotte, richiede invece veicolo fermo e cambio in posizione neutra. Ancora una volta, viene rispettata la tradizione di una massiccia leva di comando delle modalità di trazione, posizionata a fianco del cambio. Il display segnala sempre il tipo di trazione inserito, eccetto la modalità 2 ruote.
IN FUORISTRADA
Oltre che sulla leggendaria trazione integrale, Wrangler può contare su un telaio con struttura definita’ body-on-frame’ a sezione rettangolare, con supporti e traverse rinforzati per una maggiore robustezza, durata e rigidità torsionale. La scocca dispone di una protezione in lamiera da 2,5 mm, estesa a serbatoio e scatola del ripartitore. Gli angoli caratteristici confermano le doti fuoristradistiche: 35 gradi per l’attacco, 22 per il superamento dossi e 28 per l’uscita, mentre l’altezza minima da terra è di 230 mm, per garantire comunque il superamento di guadi fino a 762 mm.
Numeri che mantengono alta la forza offroad di un veicolo dal look duro e cattivo, contraddistinto da tanta sostanza. Le dimensioni si sono però fatte più imponenti rispetto alle precedenti generazioni, e ciò limita inevitabilmente la manovrabilita’, come riscontrato durante la nostra prova in fuoristrada. Wrangler pesa ora 2,5 tonnellate e quindi si adatta ad un fuoristrada estremo, ma che non ama stretti passaggi tra i boschi, come in passato. Anche il fango viene affrontato in maniera diversa, ad andature meno sostenute per opportuna precauzione. Una attenzione che viene richiesta anche per il generoso muso, che si prolunga con il massiccio paraurti anteriore che piace esteticamente, ma di cui occorre ricordarsi in manovra. Apprezzabile il comportamento del cambio automatico, che favorisce il superamento di qualunque ostacolo con maggiore facilità rispetto al manuale, sopratutto nelle tipiche situazione di impasse in cui i sistemi elettronici interagiscono più efficacemente. Anche a costo di togliere una parte del divertimento, come qualcuno potrebbe obiettare.
SU STRADA
Trattandosi di Wrangler, riteniamo questo aspetto secondario. Non tanto per la leggendarietà del veicolo, quanto piuttosto per le prerogative di guida, che rimangono decisamente particolari anche per questa ultima generazione. Passo corto, tanto muso e trazione posteriore si fanno sentire subito. A tratti Wrangler sembra voler prendere una direzione diversa da quella impostata: a conferma di un progetto che ancora oggi è indirizzato a strade non asfaltate (per lo meno con la versione a passo corto). Inutile quindi criticare, quanto piuttosto rassegnarsi a velocità e comfort limitati, a dispetto della potenza disponibile. Nelle manovre, l’assenza di qualunque sensore o retrocamera, impone particolare attenzione: frontalmente il paraurti sporge di parecchio, così come la ruota di scorta dietro. Le curve vanno affrontate ricordandosi dell’inevitabile beccheggio, che condiziona anche i repentini cambi di direzione. In compenso, la seduta alta è imponente e gratificante in mezzo al traffico, con i 4,22 metri di lunghezza che rendono Wrangler compatta quanto una utilitaria, favorendo il rimessaggio nel box di casa. In attesa di nuove avventure, che iniziano proprio dove finisce l’asfalto.
LISTINO: da 32.500 euro chiavi in mano
VERSIONE IN PROVA: 2.8 Diesel Polar – 43.900 euro
GARANZIA: 2 anni
