29 settembre 2015 Redazione

Visita al Museo Porsche di Stoccarda

ingresso

Figura tra gli obiettivi di ogni appassionato di auto, la visita a questo tempio della sportività, con il valore aggiunto di essere inserito nel contesto di una città come Stoccarda che ruota intorno al mondo dell’auto.

Siamo a Zuffenhausen, a pochi chilometri dal centro di Stoccarda, ed il Museo si trova proprio in Porschestrasse. Arrivarci è veramente semplice, grazie alla fermata della linea ferroviaria urbana S-Bahn, che ci porta nel quartier generale di questo costruttore che non scende a compromessi quando si parla di sportività.

1989

Interamente sospesa, la zona espositiva si  raggiunge con vertiginose scale mobili che ci portano in un ambiente dominato dal colore bianco che esalta le vernici  delle carrozzerie esposte. Il primo reperto esposto, è datato 1898 e sottolinea l’inizio di un percorso votato a vetture dalla personalità unica.

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Osservando attentamente le linee di questa scocca, troviamo gli ingredienti che per decenni sono stati alla base dello stile di casa. Cofano pronunciato, abitacolo più a 2 piuttosto che a 4 posti, e coda affusolata.

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Uno stile che, sorpresa, troviamo dopo qualche riadattamento anche sullo storico Maggiolino frutto del centro stile Porsche che fu incaricato di realizzare una vettura per la massa, ovvero una Volkswagen, la cui traduzione significa ‘auto del popolo’.

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Ma ecco subito un’altra sorpresa: siamo nel 1959 e il trattore ‘Standard 218’ ha fatto la gioia di più di un agricoltore che poteva vantare un modello Porsche nel proprio casolare. Immancabile la colorazione rossa, che aggiungeva grinta a questo veicolo, in grado raggiungere i 20 km/h.

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Guarda caso il rosso è presente anche su questa 356 B Carrera Cabriolet del 1962, che invece raggiunge i 200 km/h, e propone uno stile già diventato icona, iniziando a raccogliere unanimi consensi a livello planetario.

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Lo sviluppo del Museo, propone una sequenza di modelli che mostrano di essere tenuti in eccellenti condizioni, come dimostra il profumo di cera per lucidare la carrozzeria che si respira passando da un modello all’altro.

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Il tema della sportività è rappresentato con storici modelli, come il 917/20 Coupé del 1971. Motore V12 cilindri di 4.907 cm3, con 600 CV di potenza e 360 km/h di velocità massima.

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Prestazioni che quasi fanno passare in secondo piano questa RS Spyder del 2008, con un 8 cilindri da 2.397 cm3, 503 CV e 290 km/h di velocità massima.

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Ma la tecnologia è fatta anche di trazione ibrida, come dimostrato dalla 918 Spyder del 2013, mossa in parallelo da un motore termico V8 di 4.593 cm3 e due motori elettrici, per una mostruosa potenza complessiva di 887 CV.

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E per stupire ulteriormente, ecco il posizionamento degli scarichi, a ridosso del tettuccio e di generose dimensioni, al pari delle pinze freno che spiccano sugli splendidi cerchi da 20″.

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Tra le emozioni offerte dal Museo, anche la possibilità di sentire il suono di alcuni esclusivi modelli: posizionandosi su appositi sensori, dei diffusori sul soffitto regalano appaganti sonorità. Anche questo è il mito Porsche.

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Ma il è sapore della sportività, che pervade questo irrinunciabile Museo, a coinvolgere ancora prima delle vetture che ancora oggi mantengono elevato valore, in alcuni casi superiore al valore di acquisto.

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In fondo stiamo parlando di modelli senza tempo, come questa 911 Speedster del 2010, con il suo motore Boxer 6 cilindri da 3.800 cm3 e 408 CV.

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Difficile uscire a mani vuote dal Museo Porsche, con il negozio al piano terreno che propone numerosi gadget e preziosi modellini da collezione. Spiccano anche parecchi libri, per approfondire sia la storia di Porsche, sia singoli modelli.

Il mito vive anche nella spettacolare rappresentazione di questo Museo, decisamente all’altezza della reputazione che cresce con il passare del tempo.

Bruno Bianchi

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