Prova Chevrolet Orlando 2.0 diesel

Divertimento, svago e relax per la famiglia e gli amici. Questo è lo spirito con cui Chevrolet ha realizzato il suo primo crossover europeo. Ma alla guida si scopre anche l’esuberante motore abbinato ad un ottimo telaio.

LISTINO: da 15.813 euro

VERSIONE IN PROVA: LTZ 2.0 Diesel MT 163 CV

DESIGN
Immaginiamo un SUV, anzi una monovolume, anzi una station wagon. Sommando questi elementi, otteniamo Orlando, crossover purosangue con il look più audace grazie al tetto ribassato. Presente il caratterizzante e riconoscibile frontale Chevrolet, rappresentato dalla griglia del radiatore divisa dal marchio del cravattino. Visto frontalmente proietta una immagine molto ‘americana’. Di profilo, Orlando si distingue per il cofano pronunciato e per la dinamica e allungata silhouette, che rimanda ad una immagine solida ben completata dalla visione posteriore, con il portellone in stile monovolume. Quest’ultimo è un aspetto che viene sottolineato dalla abitabilità garantita dai 7 posti effettivi a bordo.

INTERNI
il design quasi sdoppiato del cruscotto, di ispirazione Corvette come sottolineano in Chevrolet, viene esaltato dalla retroilluminazione azzurra della consolle centrale. Le tre file di sedili disposte a teatro, l’ampio vano bagagli e le numerose soluzioni di carico esaltano la potenzialità di carico di Orlando. La console si distingue per personalità e razionalita’, con i distinti blocchi di multimedia e climatizzazione, integrati nella zona centrale. La strumentazione presenta una grafica piuttosto tranquilla, che include quattro indicatori analogici ed un piccolo display centrale. La plancia prosegue tra i due sedili, inglobando la leva del cambio in comoda posizione per l’utilizzo.

SETTE POSTI
Grazie al leggero rialzo di ciascuna fila di sedili, nonostante l’estesa linea del tetto, gli occupanti di Orlando possono godere di una visuale ancora migliore, sia davanti sia ai lati. Lo spazio in altezza disponibile per gli occupanti la terza fila di sedili è superiore, si tratta di posti ‘veri’ utilizzabili anche da adulti di discreta statura, da sfruttare anche per lunghi trasferimenti. Efficace il sistema per l’apertura o abbattimento della terza fila, grazie and una semplice leva, che abbassa anche automaticamente il poggiatesta. Possibili numerose configurazioni, ripiegando separatamente o insieme la seconda e la terza fila, per disporre di un’ampia superficie di carico completamente piana. Entrambi i sedili laterali della seconda fila hanno una funzionalità di ribaltamento e ripiegamento, per consentire facile e rapida accessibilità alla terza fila.

BAGAGLIAIO
I sedili della terza fila, quando ripiegati, alzano la base del bagagliaio, offrendo comunque una base omogenea, collocata a 78 cm da terra. Con tutti i sedili in posizione, lo spazio per i bagagli è pari ad 89 litri, che diventano 454 con l’ultima fila ripiegata. Una volta ripiegata anche la seconda fila di sedili, il vano di carico aumenta fino a 852 litri. Vista l’allocazione degli spazi, non è stata prevista ruota di scorta, ma un kit di gonfiaggio alloggiato in uno scomparto laterale del bagagliaio.

MOTORE
E’ 1.998 la cilindrata di questo diesel common rail , 16 valvole. Capace di 163 cavalli (120 kW) e 360 Nm di coppia, disponibili a 3.800 giri. Un motore decisamente esuberante, come dimostrano i 10 secondi per arrivare da 0 a 100 km/h. E’ abbinato ad un cambio manuale a 6 marce, che ci si trova ad usare piuttosto rapidamente in fase di accelerazione, visto il parametro di coppia. Appena ci si avvicina ai 2.000 giri, l’indicatore di cambiata presente sulla strumentazione, suggerisce di passare alla marcia successiva. In tema di consumi, il costruttore dichiara 6 litri nel ciclo combinato, mentre nell’uso pratico questo dato è destinato a salire, anche in funzione dello sfruttamento delle doti di accelerazione. L’omologazione è Euro 5, con 159 g/km di CO2.

SU STRADA
Motore e telaio, unitamente allo spazio a bordo, sono sicuramente i punti di forza di questo Chevrolet. La coppia disponibile ai bassi regimi, invoglia ad una guida sportiveggiante, a dispetto delle generose dimensioni di Orlando. Una guida supportata dallo schema di sospensioni, McPherson all’anteriore ed un avanzato sistema ad asse torcente nella parte posteriore. Si tratta di un telaio ottimizzato per fornire il compromesso ideale tra comfort di guida e agilità. I montanti McPherson si servono di ammortizzatori idraulici, per un ulteriore miglioramento in tema di isolamento dalle irregolarità dell’asfalto. La guida al meglio dunque risulta nei tratti più guidati in extraurbano, oppure nei lunghi tragitti autostradali, con un invidiabile comfort a bordo, quasi da ammiraglia. Telaio e scocca sono stati progettati ponendo tra gli obiettivi principali anche la sicurezza. L’impianto frenante dotato di freni a disco anteriori ventilati da sedici pollici, e dischi posteriori solidi da sedici pollici si dimostra efficace e con una giusta taratura dell’ABS. Contribuisce alla sensazione di sicurezza alla guida, supportata anche dall’ottimo lavoro svolto dal controllo di trazione, un aiuto indispensabile visti i cavalli a disposizione. Un piccolo appunto solo allo sterzo, che in ambito cittadino potrebbe essere più morbido, giusto per facilitare le manovre di parcheggio.

PRO
Motore
Telaio
Spazio a bordo

CONTRO
Sterzo in manovra

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ITINERARI