Gioco di squadra

La vittoria di Fernando Alonso nel Gran Premio di Monza di F1, fondamentale per la lotta alla conquista del Mondiale 2010, è frutto di un perfetto gioco di squadra. Le corse non si vincono più grazie alla sola abilità dei piloti.

3,4 secondi, è l’incredibile tempo impiegato dai meccanici di Fernando Alonso per sostituire le gomme alla Ferrari dello spagnolo nel corso del 38simo giro del GP d’Italia. Con questa prodezza ai box, il ferrarista ha conquistato la testa della corsa e ha vinto la gara rilanciandosi in pieno nella lotta alla conquista del titolo iridato. Ormai da diversi anni l’esasperazione tecnologica ha portato la monoposto ad essere più decisiva del fattore umano nelle corse motoristiche, ma per fortuna non è sempre così, e gli spettatori ringraziano. Certo, a Monza la vettura Ferrari era pressoché perfetta nella messa a punto, Alonso è un grande campione, ma senza la fantastica intesa e preparazione degli uomini del box, il campione spagnolo non avrebbe vinto.

Contrariamente a quanto è sempre accaduto per gli sport motoristici, dove l’importanza del grande campione è sempre stata determinante, oggi in Formula 1 a vincere è tutta la squadra. Se tutti i componenti del Team funzionano alla perfezione si può puntare alla vittoria. Ed è in quest’ottica che si possono comprendere i tanto chiacchierati ordini di scuderia, che a volte notiamo durante i Gran Premi (ultimo episodio il discusso sorpasso di Alonso a Massa nel GP di Germania 2010). E’ tutta la squadra a gareggiare, non più il singolo pilota, ed è tutta la squadra a vincere.

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