
Massimo Nordio, nel complesso panorama automobilistico italiano ricopre un ruolo di primo piano. In qualità di Amministratore Delegato di Volkswagen Group Italia, coordina le attività di marchi dall’indubbia forza nel disegnare il futuro della mobilità individuale.
Abbiamo incontrato Massimo Nordio, Amministratore Delegato del Gruppo Volkswagen, durante la consegna della elettrica e-up! alla Polizia di Stato milanese. Un evento che anticipa come sarà il futuro a quattro ruote, fatto di veicoli silenziosi ed a zero emissioni di gas nocivi.
Possiamo affermare, che la fornitura di veicoli alle Forze dell’Ordine non sia una novità per il Gruppo Volkswagen.
Proprio così, noi siamo in partnership con le Forze dell’Ordine e questo è l’ultimo episodio, ma in realtà proprio a Milano abbiamo stipulato un accordo per la fornitura di veicoli commerciali, dei Volkswagen Crafter per trasportare i piccoli robot usati per la sicurezza legata agli esplosivi. Oltre a ciò abbiamo anche le vetture dei Carabinieri e della Polizia: si tratta di migliaia di veicoli usati con grande soddisfazione.
Ora è arrivato il momento della svolta elettrica.
Infatti, noi siamo felici che la Questura di Milano abbia scelto una nostra automobile come primo veicolo totalmente elettrico. Si tratta di un primo passo, dobbiamo lavorare insieme con l’obiettivo comune di sostituire le vecchie automobili con modelli elettrici ad impatto zero.
Come viene gestito il futuro elettrico tra i numerosi marchi del Gruppo Volkswagen?
I marchi si dividono i compiti come una squadra, e sicuramente sono oggi Volkswagen ed Audi a fare da traino, ma oltre all’elettrico anche il metano ha un peso rilevante in termini di basso impatto ambientale. Ed in questo caso è Seat a fare da apripista, ognuno ha il suo ramo, anche se evidentemente l’offerta elettrica sarà rapidamente estesa a tutti i marchi del Gruppo.

Come si posiziona l’Italia nel panorama europeo che riguarda la diffusione della mobilità elettrica?
L’Italia è uno di quei Paesi che ha il rapporto più basso in Europa, per quanto riguarda la vendita di vetture elettriche. C’è bisogno di lavorare molto sulle infrastrutture, sopratutto su un programma di incentivazione, che non sia il solito bonus sull’acquisto della vettura, piuttosto magari dei pacchetti in cui la colonnina di ricarica domestica sia compresa nel prezzo, così come abbiamo fatto a Verona. Oppure consentendo all’auto elettrica di circolare dove gli altri veicoli non possono: in sostanza fare in modo che l’elettrico diventi una scelta naturale.
Il tutto in un panorama dove a breve offriremo agli italiani un’auto elettrica che costerà come una vettura tradizionale, con una autonomia da auto tradizionale e brevissimi tempi di ricarica, pari a mezz’ora. Alla fine del 2019 arriveranno questi veicoli, rendendo quasi obbligata la scelta.
E’ realistico parlare di 20.000 Euro per una vettura elettrica?
L’obiettivo degli ingegneri è il listino della Golf TurboDiesel, per altro l’auto Volkswagen più venduta a livello europeo. Stiamo quindi parlando di circa 25.000 Euro.
Vi occuperete anche dei servizi connessi con l’utilizzo dell’auto elettrica?
Al momento, non abbiamo progetti in Italia per quanto riguarda la fornitura dell’energia. Non vogliamo sostituirci agli operatori, piuttosto fare accordi con loro, come Agsm su Verona ed Enel X, oltre ad altri accordi su cui stiamo lavorando.
Bruno Bianchi
