Mini pronta a lasciare l’Inghilterra

L’avvicinarsi della Brexit continua a produrre effetti sulla catena produttiva inglese, fino a coinvolgere lo storico marchio Mini, da anni di proprietà del Gruppo tedesco BMW.

La proprietà tedesca aveva letteralmente rimesso in gioco l’iconica vettura inglese, seppure la produzione  negli anni si sia sempre più complicata, costringendo ogni singola Mini a fare la spola tra Inghilterra e Germania (tra le 4 e 6 volte) prima di essere completata.

Una interazione, resa possibile dalle regoli doganali comunitarie, che probabilmente è anche all’origine di alcune problematiche legate alla qualità del prodotto finale.

A giugno sono prima arrivate le dichiarazioni di Stephan Freismuth, responsabile dei servizi doganali del costruttore, che anticipavano problematiche di continuità nella fornitura di componenti, sia per Mini che Rolls-Royce (altro marchio inglese di proprietà dello stesso Gruppo BMW).

Ad ottobre, durante il Salone di Parigi, il CEO di BMW Harald Krueger ha invece ipotizzato il trasferimento della produzione Mini in Olanda, come alternativa alla attuale sede produttiva inglese di Oxford.

Non rimane che attendere qualche settimana, per conoscere le sorti dello storico marchio, destinato comunque a perdere una parte consistente del suo fascino inglese.

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