
A quanto sembra il Diesel sta vivendo una seconda giovinezza, come dimostra il Nuovo 1.5 del Gruppo PSA che punta su compattezza, potenza ed efficienza per replicare ai detrattori di questa tecnologia.
Le dichiarazioni di alcune grandi città europee, relative al blocco della circolazione per i veicoli con motori Diesel hanno sicuramente contribuito ad un calo dell’interesse da parte del mercato. Un risultato, testimoniato dal 7,9% di vetture Diesel in meno immatricolate lo scorso anno.
La reazione dei costruttori di auto a questa tendenza, vede diversi marchi rinunciare completamente al Diesel su nuovi modelli, se non addirittura sull’intera gamma. Ne sanno qualcosa i marchi giapponesi, che fanno della trazione ibrida un portabandiera da anni. Oppure proporre motori Diesel 2.0 per rientrare nei parametri previsti dalle future norme sulle emissioni.
Va ricordato che all’origine del (futuro) bando dalle grandi metropoli, vengono indicate le emissioni di particolato (PM) ed ossido di azoto (NOx), mentre l’anidride carbonica (CO2) è di norma inferiore nei motori Diesel, rispetto ai benzina.

Una considerazione che ha stimolato la realizzazione del Nuovo Diesel 1.5 del Gruppo PSA. Nel segmento B è presente su DS 3 Crossback; nel segmento C, è disponibile su Peugeot 308 Berlina, 308 SW e Rifter, su Citroën C4 Spacetourer, Grand C4 Spacetourer, Nuovo Berlingo, su Nuovo Opel Combo Life; nel segmento D su Peugeot 508 Fastback e Wagon.
Particolarmente significativo il caso del segmento C Suv (Peugeot 3008 e 5008, Citroën C5 Aircross, DS 7 Crossback ed Opel Grandland X), segmento dove il Diesel continua ad essere la motorizzazione di riferimento, con l’85% delle scelte di acquisto.
ll motore BlueHDi 130 S&S a quattro cilindri è stato realizzato con una progettazione al 100% digitale. Per questo nuovo motore, Groupe PSA ha depositato circa 200 nuovi brevetti ed investito 250 milioni di euro, con prestazioni che si avvicinano a quelle dei motori di cilindrata superiore come un 2.0.
La potenza è mantenuta ad alto regime grazie alla nuova testata a 16 valvole, che offre sensazioni di guida simili a quelle dei motori benzina. Non solo più potente, ma anche più efficiente. La riduzione dei consumi è di circa il 4 – 6% rispetto al BlueHDi 120 S&S, grazie alla diminuzione della cilindrata, ad un nuovo scambiatore ad alta efficienza e ad un sistema di combustione inedito dalla geometria brevettata e derivata dalle competizioni sportive.

Il Gruppo PSA fornisce anche un interessante confronto che riguarda le emissioni: il nuovo 1.5 Diesel viene rapportato al 1.2 benzina dello stesso Gruppo con risultati a dir poco sorprendenti.
Inaugurato sul nuovo motore BlueHDi 130 S&S, il sistema di antinquinamento subisce un’evoluzione per rispettare, il futuro fattore di conformità degli NOx (ossidi di azoto) di 1,5, in vigore nel 2020. Questo sistema tratta le emissioni alla fonte e allo scarico. Grazie ad un posizionamento ed un’architettura innovativa, l’efficacia del trattamento degli NOx è migliorata ed il consumo di carburante è ottimizzato.
Il sistema di antinquinamento è più compatto perché raggruppa in un unico insieme il catalizzatore, il sistema di filtraggio selettivo SCR e la SCR sul FAP®. Il posizionamento molto vicino al motore permette un’entrata in azione più rapida del post-trattamento. L’eliminazione dell’additivo del FAP® consente di ridurre il costo di utilizzo, mentre la manutenzione è facilitata dal posizionamento del serbatoio di riempimento dell’AdBlue® vicino a quello del carburante.

Abbiamo provato il motore 1.5 Diesel da 130 CV su un paio di modelli del Gruppo: Citroen C5 Aircross ed Opel Grandland X. Nel primo caso con cambio automatico, nel secondo cambio manuale.
Innegabilmente, la coppia del motore Diesel si presta alla motricità di un suv in maniera più consistente, perlomeno dal punto di vista prestazionale. E’ altrettanto chiaro che la sigla 1.5 parla un linguaggio che piace al mercato italiano, abituato ai 1.6 piuttosto che ai 2.0. Una differenza che nel nostro Belpaese ha sempre avuto risvolti fiscali ed assicurativi, lontani dalle prerogative di chi cerca la migliore economia d’esercizio.
La mossa del Gruppo PSA, relativamente a questo ultimo aspetto, riuscirà certamente a catalizzare l’attenzione dei potenziali acquirenti.
Bruno Bianchi
