Una manciata di chilometri ci separa da Ampezzo, dove è possibile visitare il Museo geologico della Carnia, altro tassello per meglio comprendere questo percorso culturale, oltre che turistico.
Da Ampezzo, prendiamo la strada che porta a Sauris, un tratto da affrontare con attenzione poiché a carreggiata ristretta e con numerose gallerie in cui può avanzare solo una vettura per volta. Il paesaggio è selvaggio ed ispira a numerose soste, che favoriscono un contatto sempre più diretto con la natura della Carnia.
Alla guida di Lexus IS300, selezioniamo la modalità solo elettrica, e con il finestrino aperto cerchiamo di capire se ci sono altri veicoli in arrivo onde evitare insidiose manovre di retromarcia.
Un ultimo tunnel ci separa dal lago di Barcis, da cui abbiamo tratto la nostra foto di apertura. Nuovamente un paesaggio che non ti aspettavi, e che continua a suggestionare con la sua varietà.
Siamo a Sauris, dove vive una comunità Germanofona che rispetta le secolari tradizioni, come l’uso delle balconate per far essiccare l’erba ed ottenere il fieno da utilizzare con il bestiame. Qui regnano ordine e pulizia, ed è incantevole passeggiare a piedi tra le decine di case che popolano questo borgo.
Anche la tessitura artigianale ha un ruolo importante, grazie alla bottega d’arte tessile che presenta uno spazio adibito alla produzione ed in cui è possibile acquistare sciarpe e scialli, coperte di lana, tappeti da usare come arazzo e copricuscini. La lavorazione è ancora oggi realizzata con il telaio a mano, come dimostra la nostra foto.
La gamma colori e la qualità dei tessuti, a base di filati naturali con disegni che si ispirano alla tradizione locale, rende difficile uscire dalla tessitura senza l’acquisto di uno dei prodotti in esposizione.
Ma, nuovamente, è l’aspetto gastronomico ad emergere prepotentemente a Sauris, complice la presenza del Prosciuttificio Wolf, azienda che risale al 1862 e che prosegue le tradizioni originali. Sorprende, come una azienda di queste dimensioni possa essere localizzata in un località così difficile da raggiungere per via delle sue strade tortuose.
Ma la nostra degustazione conferma l’eccezionale qualità del prodotto, che si distingue per una leggera affumicatura che fa parte del processo originale di produzione. Il prosciutto crudo è stato riconosciuto con il marchio di Indicazione Geografica Protetta, ma anche lo Speck ha un ruolo di rilievo, grazie alla sua lenta stagionatura.
Lo spaccio aziendale rappresenta una buona opportunità per fare l’ennesimo rifornimento, da consumare al rientro da questo viaggio. Un attrezzato tendone esterno, con posti a sedere, rappresenta invece una buona occasione per il consumo sul posto assolutamente in linea con la filosofia KM Zero.








