
Con Ami, Citroën scrive il manifesto di una nuova mobilità urbana. La compattezza estrema del veicolo, in grado di ospitare due persone, si sposa con la trazione 100% elettrica ed una autonomia pensata per spostamenti in una grande città.
Per comprendere Ami, è meglio evitare il confronto con una tradizionale vettura, che non renderebbe giustizia all’originale progetto con cui Citroën immagina una mobilità accessibile e fruibile, tanto più che la definizione di questo veicolo è tecnicamente ‘quadriciclo’.

Il primo sguardo sul design di Ami ne rivela la simmetria, fatta per ottimizzare la componentistica. Zona anteriore e posteriore sono uguali, così come le portiere identiche sui due lati, ma ad apertura contrapposta.

Anche le superfici vetrate rivelano differenti accorgimenti, ad iniziare dal tetto che si mostra trasparente nella zona anteriore. Una scelta che alla guida si scopre motivata da esigenze di visibilità.

Infatti fermi al semaforo, la trasparenza superiore si rivela fondamentale per identificare la segnaletica. L’illuminazione dell’abitacolo ne beneficia nella stagione invernale, meno in estate quando il riverbero del sole potrebbe disturbare la guida.

Tanto più che la climatizzazione prevede solo il riscaldamento, quindi l’unico modo per rinfrescare l’abitacolo diventa l’apertura dei finestrini.

Gli stessi, si aprono a metà agendo su una pratica clip laterale. Nell’immagine si rivela anche l’ultracompattezza degli specchietti, unico sistema per vedere quanto succede dietro al veicolo, vista l’assenza di un retrovisore centrale.

L’abitacolo rivela anche la peculiarità dei sedili sfalsati, per dare modo ai due occupanti di avere sufficiente agio, a dispetto della compattezza esterna. Dietro ai sedili, un piccolo spazio consente di depositare piccoli oggetti.

Numerose soluzioni hanno il compito di sopperire alle ovvie esigenze di spazio che riguardano l’uso quotidiano, come dimostra il gancio cui appendere una borsa.

Nella stessa posizione, troviamo uno spazio appositamente studiato per ospitare il classico trolley. È opportunamente separato dai pedali con una rete, per non interferire con la guida.

La nostra carrellata sui preziosi dettagli di Ami prosegue con il cambio, sostituito da tre grandi pulsanti a ridosso del sedile conducente. Tre sole posizioni (guida, neutro e retromarcia) per facilitare l’approccio con la nuova mobilità urbana.
Anche sulla scarna strumentazione digitale vengono riportati solo gli elementi essenziali: velocità, marcia inserita, autonomia residua in km, contachilometri.

In plancia, un alloggiamento ospita il diffusore Bluetooth UE Boom 3, che ha il compito di ‘animare’ Ami con la musica del nostro smartphone riproducendo anche come vivavoce le telefonate. Navigazione e multimedialità sono quindi affidate al nostro smartphone, tatticamente posizionato su di una apposita slitta, alla cui base è presente l’indispensabile presa Usb per la sua ricarica.

A proposito di ricarica, la dotazione standared di Ami prevede un cavo con presa Schuko, con cui effetture la ricarica domestica. Un opzionale cavo può invece essere utilizzato per le ricariche pubbliche. Tre ore sono sufficienti per garantire la carica totale della batteria di trazione agli ioni di litio da 5,5 kWh, con cui effettuare circa 70 km di percorrenza.
Con 6 kW di potenza, il motore di Ami consente di raggiungere 45 km/h di velocità, ideali per qualunque percorso cittadino e perfetti per le numerose zone in cui spopola sempre più il limite dei 30 km/h.
Le scelte di Citroën certamente preservano quindi il design, tanto caro alla Marca, e le soluzioni multispazio che continuiamo ad apprezzare su tutta la gamma. Il concetto di benessere, si manifesta invece con l’effetto che il parabrezza spostato in avanti conferisce nel micro-abitacolo. Una sensazione inaspettata di spazio, vista l’estrema compattezza esterna.
L’assenza di ammortizzatori limita in maniera evidente il comfort, lasciando spazio a vibrazioni e rumorosità che consigliano di sfruttare l’ascolto di musica dall’opzionale diffusore Bluetooth. Al semaforo, la coppia immediatamente disponibile del motore elettrico sopperisce comunque in maniera soddisfacente alla limitata potenza.

L’accessibilità, è l’altro ingrediente con cui Citroën ha confezionato Ami, definito quindi quadriciclo leggero e guidabile già a 14 anni con patente di categoria AM. Per avere Ami occorre comunque rivolgersi online, dove vengono proposte differenti soluzioni: noleggio a lunga durata, car sharing oppure acquisto.

Come sempre, Citroën ha voluto anche per Ami giocare la carta delle personalizzazioni, con 7 differenti versioni che passano attraverso accessori modificabili anche dopo l’acquisto, grazie alla praticità di questo veicolo.

Di sicuro, a prescindere dalle personalizzazioni, Ami su strada non passa inosservata mostrando quel colorato carattere con cui da sempre Citroën propone autentiche rivoluzioni a quattro ruote.
Bruno Bianchi
